«In Finanziaria i soldi per il lodo di Panigai o diciamo no all’Uti»

SPILIMBERGO. Per qualcuno potrà suonare come un “ricatto”, ma ha tutte le intenzioni di non cedere e di ottenere «quello che a quest’amministrazione e, soprattutto, ai nostri cittadini è dovuto e va riconosciuto» il sindaco di Spilimbergo Renzo Francesconi che, nonostante il tempo stringa, pare non avere alcuna intenzione di portare, entro fine anno, all’esame e all’approvazione del consiglio comunale l’atto costitutivo e lo statuto dell’Uti Tagliamento.
Un’intenzione espressa molto chiaramente dal primo cittadino mosaicista agli assessori regionali alle Autonomie locali e al coordinamento delle riforme Paolo Panontin e alle Finanze e al patrimonio Francesco Peroni, ospiti di una recente riunione nel municipio di San Vito al Tagliamento con gli amministratori dei Comuni che fanno parte dell’Unione territoriale intercomunale Tagliamento, destinata a nascere monca, ovvero senza Spilimbergo, «se le «cose non dovessero cambiare», ha ribadito Francesconi.
L’incontro, aperto dal presidente dell’Uti e sindaco di San Vito al Tagliamento Antonio Di Bisceglie, ha rappresentato un’occasione utile per i due esponenti dell’esecutivo regionale per rispondere alle numerose richieste di chiarimenti sottoposte dai sindaci e per fare chiarezza su diversi aspetti legati al futuro delle Uti e alla presa in carico di alcune funzioni essenziali da parte delle stesse.
Occasione, quindi, per illustrare agli amministratori interessati le prospettive del governo del territorio e gli sviluppi delle tematiche istituzionali e finanziarie inerenti alla riforma del sistema delle autonomie, anche in vista dell’approvazione della legge finanziaria del Friuli Venezia Giulia per il 2017.
Tema, questo, particolarmente sentito dal sindaco di Spilimbergo che, proprio in Finanziaria, aspetta di trovarsi una “sorpresa” che, almeno per lui e per la sua maggioranza, tanto sorpresa non dovrebbe essere: «Visto e considerato che ci è stato ribadito che le Uti sono obbligatorie, nonostante io e altri colleghi sindaci avessimo sempre sostenuto che le Uti dovrebbero essere strumenti dei Comuni per svolgere servizi di vario genere e non un obbligo – attacca Francesconi –, a questo punto ho in maniera molto netta ribadito che la Regione dovrebbe sentirsi altrettanto obbligata a dimostrare con i fatti di essere vicina ai Comuni mantenendo fede ai propri impegni».
«Per quanto ci riguarda – prosegue Francesconi – l’obbligo che la Regione dovrebbe avere nei confronti dei cittadini di Spilimbergo è destinare in Finanziaria i 2 milioni di euro restanti che il nostro Comune ha pagato di tasca propria per l’annosa questione del lodo di Panigai per responsabilità derivanti dall’essere funzionario delegato della Regione stessa. Risolva in Finanziaria questo problema. Si stornino questi soldi a favore del Comune di Spilimbergo così come è stato fatto per tutti gli altri Comuni coinvolti in contenziosi. Altrimenti di entrare in Uti per il Comune di Spilimbergo, per quanto mi riguarda, non se ne parla».
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