In aumento i fallimenti e le aziende protestate
In aumento i fallimenti e le aziende protestate. E’ la fotografia scattata dai competenti uffici della Camera di Commercio di Gorizia, che ha elaborato nelle scorse settimane i dati relativi al 2012. I fallimenti in provincia sono passati dai 13 del 2008 ai 37 di due anni fa: di questi, 34 hanno riguardato società, mentre tre fanno riferimento a procedure fallimentari avviate nei confronti di imprese individuali.
Nel quadriennio di riferimento i fallimenti accertati sono stati complessivamente 128, con ulteriori diciannove procedure concorsuali avviate dal Tribunale. Il settore più colpito nel 2012 è stato quello del commercio, con dieci fallimenti, seguito dalle imprese del comparto dei servizi (otto aziende fallite) e del manifatturiero (sei). In crescita anche i protesti, aumentati del 24 per cento su base congiunturale: nel 2011 erano stati 1.062 i protesti - con una prevalenza di pagherò e tratte accettate – per un ammontare complessivo di 1,4 milioni di euro.
Due anni fa, i protesti elevati sono saliti a 1.324, per un valore di 1.975.248 euro e una media di 1.491 euro a transazione: il titolo di credito più gettonato è rimato il pagherò (1.224, aumentate del 117 per cento rispetto alla precedente rilevazione), seguito da assegni (89) e tratte non accettate (11).
I dati dell’ente camerale confermano la difficoltà del tessuto imprenditoriale locale, alle prese con i risvolti negativi di una congiuntura economica sfavorevole e con la sempre minor liquidità a disposizione, complice anche la stretta creditizia. I dati dei fallimenti fanno il paio con quelli delle cessate attività: soltanto nei primi nove mesi dello scorso anno in provincia sono state costrette ad alzare bandiera bianca oltre seicento aziende. (chr.s.)
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