In aula col velo, «giovani coinvolti in dispute adulte»

San Vito, da sinistra Cavallini accusa «l’intromissione nel consiglio dei ragazzi» Da destra Chiaruttini si oppone alle lezioni coraniche autorizzate in biblioteca

SAN VITO. Un caso sul quale l’attenzione non accenna a venir meno, quello della sospensione del consiglio comunale dei ragazzi da parte del sindaco Antonio Di Bisceglie, dopo aver invitato, senza successo, una donna musulmana che indossava il niqab a scoprirsi il volto davanti in aula. Il sindaco ha reso note le numerose testimonianze di condivisione del suo agire. Ma già dai primi momenti erano emerse posizioni diverse, tra chi avrebbe agito con più decisione o in altri modi.

Ora, da sinistra a destra, nuova pioggia di critiche. Per esempio, quella di Gianni Cavallini, a nome dell’associazione Welcome San Vito, che sull’accaduto esprime «sorpresa e sdegno. In prima battuta – afferma Cavallini –, perché un contenzioso tra adulti ha determinato la sospensione del consiglio, così affermando nella pratica che tale organo è ritenuto dal mondo degli adulti quale vetrina dipendente dai propri atteggiamenti. Il consiglio dei ragazzi ha una propria autonomia o è una platea che deve assistere alle dispute tra adulti?». Cavallini va oltre, avvalorando quanto sostenuto dalla donna. Ossia, che dopo l’identificazione – nel caso specifico, da parte della polizia locale – avesse diritto a presenziare alla seduta anche a volto coperto. Anche in un’aula istituzionale in presenza di un’assemblea. «Riteniamo sbagliato – continua Cavallini – il concetto espresso dal sindaco sulla laicità dello Stato. Uno Stato è laico in quanto è capace di accogliere ogni atteggiamento e comportamento espresso da cittadini, senza reprimere scelte di carattere personale, religioso o politico che siano. L’unico limite dev’essere la tutela della sicurezza. La donna velata deve accettare di farsi identificare all’ingresso di luoghi di incontro, istituzionali o meno. Una volta identificata, ha il diritto di partecipare anche se velata. Se fosse di colore nero, dovrebbe forse dipingersi di bianco?».

Su tutt’altro fronte politico e d’opinione, Iacopo Chiaruttini (Fratelli d’Italia) riporta all’attenzione quanto avviene ogni domenica mattina nei locali della biblioteca di San Vito. Un gruppo di musulmani dà lezioni coraniche ai bambini. Circostanza sulla quale aveva già chiesto lumi la Lega Nord. Erano seguite le spiegazioni dell’amministrazione: concesse autorizzazione e chiavi della biblioteca, mai si erano registrati disguidi. «Una pratica che, come ho verificato domenica, continua – riferisce Chiaruttini –. Considerando che il sindaco ha preso posizione contro il velo nelle aule istituzionali nel nome della laicità dello Stato, cosa ne pensa di questa situazione? Anche la biblioteca è un luogo laico e pubblico».

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