In area medica i ricoveri superano il 51 per cento: anche in Friuli reparti e terapie intensive sono sotto pressione

Il Fvg è tra le regioni “rosse” per l’incidenza dei pazienti colpiti da Covid-19

UDINE. Si sposta a Nordest la “pressione” del Covid 19 sul sistema sanitario. Sono “rosse”, limitatamente agli indicatori che misurano, per l’appunto, l’incidenza delle patologie connesse a Sars-CoV-2, le regioni dell’area, a cui si sommano Marche e Lazio.

Ed ecco che il Friuli Venezia Giulia si trova al terzo posto, con un indice di 3,267, nell’elenco delle regioni stilato sulla base dell’indicatore di pressione sul servizio sanitario, dietro alla provincia di Bolzano, in vetta alla graduatoria, e al Veneto, al secondo posto, e precede l’Emilia Romagna.

Questo indicatore tiene conto sia dell’incidenza dei contagi che dei decessi, che dei ricoveri nei reparti dedicati e nelle terapie intensive, nell’ultima settimana. Se si passa alla graduatoria stilata sulla base della percentuale di posti letto di terapia intensiva occupati da pazienti Covid, il Fvg scivola al settimo posto con il 35,56% di posti letto intensivi occupati (su un totale di 175 complessivi), mentre al primo posto c’è Trento con oltre l’85%.



Il colore rosso assegnato alla nostra regione nella cartina dell’Italia certifica lo stato di pressione “alta” in cui, attualmente, ci troviamo. La fotografia arriva dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane che realizza, quotidianamente, un monitoraggio di una serie di parametri, sempre legati al Covid. Dal picco del 28 novembre con oltre 1400 positivi al coronavirus, l’andamento dei contagi non è più stato così drammatico nelle settimane successive, ma il trend resta altalenante, sebbene in flessione. 

Discorso diverso, invece, per i ricoveri con sintomi, iniziati a salire nella seconda metà di ottobre (erano 22 il 21 ottobre) e che restano - oscillazioni giornaliere di qualche unità a parte - sempre attorno ai 600 fino 649 del 6 gennaio per salire ai 725 di ieri. Nelle terapie intensive si è passati dai 2 pazienti del 2 ottobre ai 43 del 15 novembre, e poi ai 64 dell’8 dicembre, ai 63 dell’1 gennaio, ai 59 di lunedì scorso. Drammatico il bilancio dei decessi con oltre 1.400 morti negli ultimi due mesi.

Anche il monitoraggi della Fondazione Gimbe restituisce un quadro non proprio confortante sull’andamento dell’epidemia Covid in Friuli Venezia Giulia. L’analisi del trend della settimana che va dal 29 dicembre al 5 gennaio, vede un incremento del +8,1% dei nuovi casi in regione contro una media nazionale del +5,5%, e colloca sempre il Fvg in zona rossa a causa del 51% del posti letto in area medica occupati da pazienti Covid. Anche Gimbe segnala la pressione, in aumento, sulle terapie intensive per la percentuale di posti letto occupati da pazienti affetti da Covid 19.

Le considerazioni della Fondazione sono intuibili, a cui si sommano le critiche nei confronti della classificazione a colori delle Regioni, misure ritenute sostanzialmente insufficienti. «In questa fase – sottolinea Gimbe – è molto complesso valutare l’evoluzione della curva per il sovrapporsi degli effetti di restrizioni e allentamenti introdotti nelle varie Regioni e/o con tempistiche differenti, ma, tenendo conto che l’impatto delle misure si riflette sulla curva epidemiologica dopo circa 3 settimane, si può notare che gli effetti delle misure introdotte con il Dpcm del 3 novembre 2020 si sono definitivamente esauriti» mentre quelli del Decreto Natale saranno visibili solo dopo la metà di gennaio. Secondo Gimbe «urge un consistente restyling del sistema delle Regioni “a colori”, perché a fronte di risultati modesti in termini di flessione delle curve i costi economici e sociali sono sproporzionati»

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