In 1300 per un pieno di sport e friulanità ricordando il sisma

CIVIDALE. La ramificazione della proposta aiuta, non c’è che dire. Alza il livello di coinvolgimento e potenzia l’impatto, visivo ed emotivo, dell’evento: frastagliata in varie sezioni di gara e cadenzata da partenze ravvicinatissime, una a ridosso dell’altra, l’“Unesco Cities Marathon 2016” ha regalato a Cividale, ieri mattina, lungo via Tombe Romane, uno start più che mai frizzante.
In un clima di festa collettiva, la passione per lo sport, l’amore per la vita (“bandiera” degli handbikers) e l’omaggio alla terra friulana e alla tenacia di un popolo che seppe rialzarsi con dignità e fermezza dalla catastrofe del terremoto del ’76, si sono fusi in un amalgama intenso, carico di echi.
E nel palinsesto generale è inevitabilmente spiccato, quest’anno, proprio l’innesto commemorativo: quella staffetta dei sindaci delle città del sisma che ha preceduto lo scatto dei 1300 atleti della maratona.
Maglietta a tema, tuta e scarpe da jogging, amministratori di ieri e, soprattutto, di oggi si sono allineati ai blocchi di partenza, pronti a una corsa simbolica - e, nel caso del primo cittadino di Palmanova, Francesco Martines, anche effettiva, avendo completato per davvero la mezza maratona -, nel segno del ricordo e della rivendicazione dei valori di gente coraggiosa, capace di reagire al disastro e di diventare, con il suo esempio di forza, un modello per il Paese intero.
Accanto a Martines, il padrone di casa Stefano Balloch, accompagnato da altri due rappresentanti della città ducale, l’ex assessore Mario Strazzolini (titolare, nel post terremoto, della delega alla ricostruzione) e il consigliere regionale Roberto Novelli, “padre politico” dell’Unesco Cities Marathon, visto che fu proprio lui a veicolare in Regione il progetto concepito dal cividalese Giovanni Cozzi e a seguirne l’iter. Nella truppa c’erano anche il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto e, per citare solo qualche esempio, i sindaci di Moggio Udinese e Venzone e un assessore da Gemona.
A inaugurare la serie di partenze era stata però la ristretta rappresentanza degli atleti del triathlon, che prima di Pasqua avevano eseguito la prova di nuoto e che ieri hanno completato l’opera sulle due ruote (fino a Palmanova) e poi di corsa fino al traguardo, Aquileia.
È stata quindi la volta degli handbikers, inno all’esistenza ed emblema di grinta e volontà: per loro, dal pubblico, l’applauso più caldo. Infine la “carica” dei 1300, determinati a dare il meglio di sé sui 42,195 km dell’unica maratona al mondo che collega due siti Unesco.
Ma quelle di ieri e di domenica sono state, a Cividale, pure giornate di Truc: l’antica usanza del lancio delle uova sode decorate, esclusiva della città ducale, ha richiamato come di consueto un folto parterre di spettatori, in ciascuna delle postazioni di gioco.
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