Imparare a meditare per cambiare vita Peterlini incanta la folla

I primi sono arrivati al Palamostre più di un’ora prima, temendo di non riuscire a entrare. A chiamarli a raccolta è stato un tam tam sotterraneo. I volantini che sono passati di mano in mano fra gli udinesi annunciavano una conferenza introduttiva intitolata “Il potere della meditazione. Una tecnica semplice ed efficace per ristabilire l’equilibrio interiore ed eliminare tensioni e stress quotidiani”. Niente nomi, niente annunci clamorosi, eppure le oltre 400 persone che si sono presentate all’appuntamento erano lì per lui, per Sergio Peterlini, reduce da una serie di corsi tenuti in Francia e in Irlanda, nel suo continuo migrare per trasmettere le tecniche di meditazione che, a breve, lo porteranno in Ungheria.
Schivo, poco propenso a offrirsi a microfoni e telecamere, animato dalla volontà di portare il potere della meditazione a un pubblico più vasto possibile, per nove volte si è prodigato gratuitamente per gli udinesi. Non vuole un solo centesimo dai corsisti, ai quali chiede solo lo sforzo di partecipare a quattro incontri da due ore e mezza ciascuno. Il suo richiamo silenzioso ha annullato le differenze anagrafiche e quelle sociali, avvicinando giovani e meno giovani, professionisti stressati e studenti inquieti, casalinghe depresse e donne in carriera esaurite, tutti alla ricerca di una felicità interiore così difficile da agguantare saldamente.
Il brulicare di gente nella sala e il ronzio delle chiacchiere sono cessati improvvisamente quando lui è apparso sul palco. Pacato, carismatico, intenso, il maestro delle tecniche di meditazione ha subito catturato l’attenzione della folla. Gli sguardi carichi di aspettative non lo hanno mollato un attimo.
«A Udine ci sono un sacco di brave persone – ha commentato, guardando la folla – in 1.500 hanno già frequentato il corso e hanno imparato a meditare: il loro percorso sta cambiando la città. Anzichè sprecare energie a rincorrere desideri attendendo la gioia dobbiamo fermarci e guardare dentro di noi per arrivare alla consapevolezza e raggiungere la felicità».
Ancora una volta Peterlini è giunto per lanciare una ciambella di salvataggio in un mare agitato dalle ansie, dal frutto dello stress quotidiano, dall’insidia della depressione a un’umanità travolta dagli eventi, dai ritmi frenetici, dal succedersi di stimoli e pressioni. Ad afferrarla c’era un pubblico attento, pronto a seguirlo fino a Buja, dove ha deciso di organizzare il suo corso che si snoderà attraverso quattro appuntamenti, a partire da domenica. Al termine dell’incontro di presentazione il maestro ha ricevuto una decina di persone, selezionate dalla fedele Gigliola Rossi, dell’associazione Om Astroyoga, referente udinese per i corsi. «Non più di una decina» ha precisato, dando appuntamento a tutti gli altri a domenica, prima di parlare a tu per tu con chi ha visto in lui una risposta a tante domande. A quel richiamo si è presentata una folla, alcuni hanno dovuto rinunciare, così come hanno desistito coloro che non sono riusciti a entrare al Palamostre.
I pochi fortunati, chiusi nel suo camerino, hanno incontrato una guida capace di leggere nell’animo umano che li invitava ad avere fiducia nelle proprie capacità e nel futuro. «Ho iniziato questo percorso tanto tempo fa attraverso un cammino che mi ha portato in India – ha confidato – e da quarant’anni insegno agli altri a meditare».
Per lui nessun business costruito sulle psicopatologie contemporanee e nessun compenso. «La gioia è a portata di tutti» ha promesso Peterlini andandosene «basta imparare a coglierla». Come resistere a un invito così allettante?
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