Immigrazione, la Lega stoppa Carlantoni: "Nessun Cie a Tarvisio"

UDINE. La Lega Nord chiude all’ipotesi di creazione di un Centro di identificazione ed espulsione (Cie) dei migranti al confine di Stato di Coccau come proposto dal sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni per «rimpatriare immediatamente in Austria i profughi che cercano di entrare in Italia» dalla Carinzia.
«Non sono assolutamente d’accordo con la proposta del sindaco – attacca Stefano Mazzolini, responsabile sicurezza della Lega Nord ed ex consigliere comunale della cittadina montana –. Negli ultimi due anni abbiamo condotto una battaglia comune contro l’arrivo dei migranti, prima scongiurandone l’invio all’hotel Nevada, poi alla caserma Lamarmora, infine nell’ex autoporto e alla Meloni di Coccau.
E ora proprio il sindaco propone la realizzazione di un Cie? Nemmeno per sogno». Mazzolini si dice preoccupato soprattutto per lo stato di degrado e per il rischio sicurezza che una struttura di questo tipo potrebbe causare al territorio. «Forse Carlantoni non è mai stato a Gradisca quando il Cie era aperto – ha chiosato –: sinceramente non vorrei che il valico di Coccau diventasse così. Tarvisio è una località turistica e il confine è attraversato ogni giorno da migliaia di persone.
La nostra linea dura non cambia: nessun centro di accoglienza deve sorgere nel Tarvisiano e siamo pronti a opporci con ogni mezzo».
L’ipotesi di riaprire i Cie, dunque, alza un polverone a destra, ma anche nel campo del centrosinistra il clima è a dir poco arroventato. Questa volta ad alimentare le polemiche – attaccando il ministro dell’Interno Marco Minniti e la presidente Debora Serracchiani – è stata la parlamentare di Si-Sel Serena Pellegrino.
«Dopo le ultime dichiarazioni con le quali Minniti dice di voler aprire almeno un Cie per Regione – ha spiegato – e aver letto la lettera di Serracchiani in cui chiede sostanzialmente, al Viminale, di provvedere all’espulsione, attraverso il rimpatrio coatto, degli stranieri pericolosi soprattutto come atto dimostrativo e simbolico, mi sembra che ci troviamo di fronte alla rincorsa dei metodi e delle motivazioni che generalmente vengono fatte ad arte per catturare l’elettorato di destra.
È una scelta molto grave perché stiamo assistendo a una rincorsa a chi la dice e la fa più destrorsa della destra e se questa non fosse una strategia, ma una mutazione genetica del Pd, allora la questione diventerebbe davvero sostanziale. Tra l’altro ricordo che il Cie di Gradisca venne chiuso quando al Viminale c’era Angelino Alfano. Dobbiamo quindi augurarci di riavere al ministero il Ncd perché vengano rispettati i diritti umani e messe in discussione le pratiche dei centri lager?».
Secca la replica del Pd per bocca del capogruppo in Consiglio regionale Diego Moretti. «Le nostre prese di posizione di questi giorni per una seria politica di rimpatri ed espulsioni per chi delinque – ha spiegato – non sono altro che scelte di buonsenso che abbiamo sempre sostenuto e che dovrebbero far parte del bagaglio comune: non c’è stato nessun cambio di rotta, non eravamo buonisti prima e non siamo di destra adesso.
Pellegrino abbandoni gli stereotipi ideologici e le polemiche gratuite di questi tempi, fatte tanto per ritagliarsi spazi politici che da tempo certa sinistra non è capace di coprire se non attaccando il Pd, diventato il passatempo di moda».
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