Illy: basta pressioni o non mi ricandido
«Se continua il ritornello sulle mie riserve dirò di no. Moretton? Meglio in giunta, ma il veto resta»
UDINE. Riccardo Illy respinge la richiesta del segretario della Margherita Flavio Pertoldi di sciogliere le riserve per il 2008 e avverte che «se il ritornello continuerà, l'effetto sarà indurmi a scioglierle in maniera negativa e decidere di non candidarmi, lasciando un anno di tempo per trovare un altro». Una presa di posizione netta del presidente del Friuli Vg che dice no a pressioni e ultimatum che provengono da alcuni esponenti Dl all'indomani della direzione regionale della Margherita che ha affrontato - per l'ennesima volta - il cosiddetto caso-Moretton. Senza decidere se il vicepresidente della giunta correrà per la segreteria rinunciando al posto in giunta, o resterà in sella. «Rilevo - dice Illy - che sta diventando stucchevole, oltre che finalizzata a risolvere problemi interni della Margherita, la richiesta di sciogliere le riserve sulla disponibilità a ricandidarmi nel 2008 e dichiaro che l'unico risultato che potrà avere, se l'insistenza continuerà, sarà indurmi a sciogliere le riserve ma in senso negativo». Sul futuro del vicepresidente, Illy conferma il veto, si rimette alle decisioni della Margherita, ma indica una preferenza: «Prenderò atto di quello che deciderà il congresso della Margherita - dice - e se lo eleggono avranno fatto una buona scelta.
Però, ritengo che sia più utile per il bene della coalizione che Moretton faccia l'assessore e il vicepresidente. Diversamente, farò rispettare gli accordi della coalizione». E proprio sul veto e sull'accordo del 2003, che prevedeva che i segretari dei partiti non entrassero nella giunta, accordo virtù del quale l'assessore Roberto Antonaz si dimise e l'allora segretario Ds Carlo Pegorer rinunciò al posto in giunta, torna il presidente Illy. «Il problema l'ho anticipato molti mesi fa - dice il presidente -, perché ho ritenuto di informare subito chi ha ruoli di guida della Margherita del fatto che, nell'ipotesi che un componente della giunta, chiunque fosse, avesse assunto un ruolo di guida del partito, avrebbe dovuto lasciare l'esecutivo. Le persone interessate - dice Illy - hanno voluto continuare a fare finta di ignorare quell'accordo, quindi hanno continuato a dire che la situazione era cambiata». Nelle ultime settimane, secondo il presidente, sono state però dette «cose non accettabili - spiega -: la prima che nella legge elettorale ci sarebbe un riferimento al doppio ruolo. E' vero che c'è, ma riguarda il ruolo di consigliere e assessore e non di segretario di partito. Ma ancora più inaccettabile è che si sia detto che questa posizione non sia un accordo, ma una mia interpretazione. Uno può interpretare un atto o un accordo - continua Illy - per cui dire che non c'è e che è una mia interpretazione è già una contraddizione in termini. Mi dovrebbero spiegare come mai Antonaz ha interpretato così l'accordo e anche Pegorer, uno lasciando la segreteria e l'altro non entrando in giunta».
La richiesta del governatore è una presa di posizione dei partiti: «A questo punto rilevo che nessuno degli altri partiti che hanno sottoscritto l'accordo ha fatto una dichiarazione e questo mi meraviglia - prosegue il presidente -. I Ds, che lo hanno rispettato, tanto che l'allora segretario regionale non è entrato in giunta, mi aspetto che dicano qualcosa. Così Rc, così gli altri». Nel merito, Illy spiega «che l'accordo non solo credo che sia ancora valido, ma anche utile - aggiunge - per il futuro, in vista delle elezioni del 2008. Ricordo che l'anno scorso il centro-destra ha preso il 60% in Fvg e non è scontato che il centro-sinistra vinca le regionali. Anche l'idea che la posizione di alcuni partiti definiti massimalisti non condizioni in maniera eccessiva l'azione politica della maggioranza è una cosa che si può rilevare nei fatti - continua -. Un timore di questo tipo non è stato cancellato nella mente di quell'elettorato che, quella volta, ha votato a centro-sinistra. E' un'idea falsa e sbagliata soprattutto perché questo timore viene alimentato dalla situazione nazionale, per esempio dalla recente crisi di governo e da successive prese di posizione massimaliste». E sul taglio delle Ass e la richiesta di dialogo giunta dalla Margherita, Illy apre: «Abbiamo sempre discusso di tutto, lo faremo anche stavolta».
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