Ilaria Costantini: «Dove abito io la maggioranza è musulmana»

Gli attentati a Bruxelles. E' di Visco e si è trasferita nella capitale belga nel 2014 per lavorare come formatrice all’istituto sindacale
©PHOTOPQR/VOIX DU NORD/Edouard Bride - 22/03/2016 Attentats Zaventem, gare et arrivée passagers dans la ville de Zaventem. Messages pour les victimes à la Bourse Tribute to victims of Brussels attacks LaPresse Only italy Omaggio alle vittime degli attentati di Bruxelles
©PHOTOPQR/VOIX DU NORD/Edouard Bride - 22/03/2016 Attentats Zaventem, gare et arrivée passagers dans la ville de Zaventem. Messages pour les victimes à la Bourse Tribute to victims of Brussels attacks LaPresse Only italy Omaggio alle vittime degli attentati di Bruxelles

UDINE. Ilaria Costantini ha 36 anni, è di Visco e si è trasferita a Bruxelles nel 2014 per lavorare come formatrice all’Istituto sindacale europeo. Ieri è arrivata in ufficio alle 9 e per prima cosa ha chiamato in Italia e tranquillizzato genitori, compagno e amici.

«Abito in un quartiere dove la maggioranza è rappresentata da musulmani – racconta –. Io sono tra le poche donne che circola senza velo. Eppure mi sono abituata a questo tipo di diversità. Del resto, ci sono quartieri molto eterogenei e non soltanto in periferia: se ogni volta che si incontra un musulmano ci si facesse venire la paranoia, non si vivrebbe più».

Il problema è che l’equilibrio che finora aveva garantito la convivenza sembra essersi spezzato.

«Per strada non si percepiscono tensioni – spiega –: mai uno sguardo o un giudizio strano. I belgi sono culturalmente strutturati: qui la narrativa che equipara ogni musulmano a un terrorista non regge e Salvini non funzionerebbe. Ma probabilmente non ci si è accorti di ciò che ci è cresciuto in casa. E il governo, che pare conoscere perfettamente il numero dei foreign fighters, tuttavia non sa chi sono e permette che un Salah qualsiasi faccia un attentato a sei fermate da casa. Onestamente, questo ci lascia spaesati. Ma continuo a essere fiduciosa». 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto