Il Wwf: non sparate nel parco del Torre

L’associazione ambientalista chiede la sospensione dell’attività venatoria: è pericolosa
Udine 27 Settembre 2011. Capanno dei cacciatori al Parco del Torre. Telefoto Copyright Foto PFP
Udine 27 Settembre 2011. Capanno dei cacciatori al Parco del Torre. Telefoto Copyright Foto PFP

Da oggi riapre la stagione di caccia e le doppiette faranno ritorno anche nel parco del Torre: non hanno ancora portato ai risultati voluti le proteste del Wwf e delle altre associazioni ambientaliste che nell’autunno scorso hanno scritto ai Comuni, alla Regione e al prefetto chiedendo di porre fine a un’attività che ritengono potenzialmente pericolosa per le decine di persone che ogni giorno frequentano abitualmente il parco.

L’associazione del Panda però non demorde: «Ricordiamo – attacca il presidente del Wwf Roberto Pizzutti – che a confermare la pericolosità della convivenza tra cacciatori e abituali frequentatori è stato la stessa Questura di Udine quando, a una nostra richiesta di poter organizzare una manifestazione all’interno del parco, ce l’ha vietata proprio segnalando il pericolo di contrapposizione con i cacciatori (“Andare a manifestare nel parco del Torre di domenica mattina significa esporre se stessi e gli altri a un pericolo reale”, aveva dichiarato il vicequestore alla stampa). Se questo vale per 50 attivisti ben in vista, perchè non dovrebbe valere per un numero ben maggiore di persone che girano spensieratamente per il parco?».

«Dire, poi, come fanno i cacciatori – continua Pizzutti -, che l’attività venatoria nel parco non è pericolosa perché non si è mai verificato un incidente di caccia in quest’area è un’affermazione azzardata e inaccettabile. La frequentazione del parco del Torre – e questo vale anche per l’area fronte parco situata nei comuni di Remanzacco, Povoletto, Reana del Rojale e Pradamano, dove si spara con fucili che arrivano fino a 3-4 km di distanza - è infatti sempre più intensa col passare del tempo ed è sicuramente maggiore rispetto al passato, sia perché c’è una diversa sensibilità nella popolazione, sia perché è maggiore la richiesta di aree verdi. È una questione di statistica: più è frequentata un’area maggiore è il rischio che avvengano degli incidenti. Aspettiamo che se ne verifichi uno prima di prendere provvedimenti di limitazione dell’attività venatoria?».

Da qui le nuove richieste del Wwf: «Ribadiamo la necessità che le autorità chiedano immediatamente la sospensione dell’attività venatoria nel parco del Torre e nelle zone limitrofe e che la Regione ne decreti il divieto».

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