Il virus entra in banca, coppia contagiata Intesa San Paolo chiude due filiali in città

Lei, ricoverata, lavora in via Mazzini, lui nella sede sulla Rivierasca. Nuovi casi a Spilimbergo e Porcia, a decine in quarantena

Si aggrava il bilancio del coronavirus in provincia. Ieri due dipendenti di altrettante filiali pordenonesi di Banca Intesa San Paolo sono risultati positivi al Covid-19: di qui la chiusura delle loro sedi di lavoro. I casi aumentano in tutta la Destra Tagliamento: Caneva, Valvasone Arzene e San Martino restano i comuni più colpiti, ma si sono verificati i primi contagi anche a Spilimbergo, mentre a Porcia siamo arrivati a cinque.

Il virus entra in banca

Il gruppo Intesa San Paolo ha chiuso ieri mattina due filiali in città, in via Mazzini e Riviera del Pordenone. Ciò a causa del contagio di una coppia di dipendenti, entrambi sotto i 50 anni. La donna, che lavora in via Mazzini, ha manifestato i primi sintomi venerdì 6 marzo ma sabato scorso, di fronte al peggioramento delle sue condizioni di salute, è stato disposto il tampone. Poi l’esito positivo e il ricovero nel reparto dedicato, al secondo piano del padiglione A. Per l’uomo, invece, non si è reso necessario il ricovero. si trova in quarantena nella sua abitazione. Colleghi della banca e clienti che hanno avuto a che fare con loro sono stati contattati dal dipartimento di prevenzione dell’Asfo e precauzionalmente messi in quarantena. Dopo la sanificazione delle sedi di lavoro, gli istituti potranno riaprire nei prossimi giorni.

A Spilimbergo

Con un post su Facebook ieri mattina il sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli ha annunciato due casi di positività in città, tra loro collegati. Sono una coppia, lui dipendente di una azienda di Fagagna, la Pratic, dove già era stato segnalato un caso, e la moglie. Il sindaco ha rassicurato che la coppia è stata sottoposta ai protocolli del caso invitando i concittadini a rispettare le limitazioni e, soprattutto, a stare a casa.

A Porcia

Giovedì sera il sindaco di Porcia Marco Sartini aveva annunciato il primo caso, un uomo ricoverato in terapia intensiva, prima a Udine e poi a Pordenone. Ieri la comunicazione da parte dell’Asfo che al primo caso se ne sono aggiunti altri quattro, una famiglia intera, che aveva ospitato a cena un paziente positivo. I casi non sono collegati tra loro. L’uomo continua a essere ricoverato all’ospedale di Pordenone, mentre gli altri quattro casi sono curati nella loro abitazione.

Associazione San Valentino

Migliorano le condizioni del presidente Franco Toffolo. L’uomo, dopo il tampone che ne aveva accertato la positività al virus, era stato trasferito in terapia intensiva a Trieste. Dai controlli è, però, emerso che un altro socio dell’associazione e la moglie sono risultati contagiati.

Il caso seconda vittima

Ieri a fine mattinata, nel bilancio quotidiano delle persone contagiate diffuso come ogni giorno dalla Regione, era comparso il dato relativo alla presenza di una seconda vittima pordenonese, dopo quella di Sacile coinvolta nell’area di contagio canevese legata al circolo delle carte. Dopo ore di angoscia e vane ricerche, in serata è arrivato il dietrofront: nessun altro decesso nel Friuli occidentale.

Le cifre

In provincia si contano una cinquantina di casi di contagio, dato in costante crescita. Ieri all’ospedale di Pordenone i pazienti in terapia intensiva erano sette, dopo alcuni rientri da Udine e Trieste. Altri si trovano ricoverati nell’apposito reparto ricavato di frone a chirurgia, al secondo piano del padiglione A. Erano 143, sino a ieri mattina, le persone sono sotto stretta sorveglianza domiciliare in provincia. Molte altre stanno osservando una quarantena prudenziale. —

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