Il vescovo Lamba in visita al presepe di sabbia di Lignano: «Un’opera che parla al cuore»

Monsignor Riccardo Lamba accolto sulla spiaggia per il percorso dedicato al femminile: superate le 87.500 presenze

Sara Del Sal

 

Anche il vescovo di Udine, monsignor Riccardo Lamba, ha fatto visita al presepe di sabbia che ormai ha raggiunto oltre 87.500 presenze. Sabato sera, il vescovo è arrivato in spiaggia, a Lignano, dove ha trovato ad attenderlo il presidente dell’associazione Dome aghe e savalon d’aur, Mario Montrone e la coordinatrice e condirettrice artistica del progetto, Lara Gonzo, che lo ha accompagnato nel percorso di visita.

«Il vescovo ha dimostrato apprezzamento per l’opera – rivela Montrone – ed è stato importante per noi accoglierlo anche quest’anno». Il monsignore, giunto nella località balneare per la visita, era poi atteso nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie a Sabbionera, per assistere al concerto inaugurale dell’organo che è appena stato restaurato. Prima di lasciare la struttura che contiene il presepe, come tutti i visitatori, ha scritto alcune parole a commento della visita, complimentandosi per l’opera ma aggiungendo anche un ringraziamento per il dono del femminile. E c’è una particolarità: il titolo dell’opera di quest’anno, “Maria nel nome delle donne. Un viaggio al femminile tra i vangeli e il nostro tempo” è stato ideato anche grazie a un suo prezioso suggerimento, durante la visita dello scorso anno.

«È arrivato quasi in chiusura – racconta la condirettrice Gonzo – quando all’interno della struttura erano rimasti pochi visitatori e ha potuto svolgere la visita in tranquillità». Il vescovo ha fatto domande, presentato osservazioni e si è lasciato incuriosire da alcune particolarità durante la visita, concedendo, anche quest’anno, qualche spunto di riflessione che potrebbe essere rielaborato all’interno del percorso del presepe del 2026 o in qualche edizione successiva. Anche il vescovo Lamba, come tantissimi visitatori che hanno affollato lo spazio espositivo tra ieri e sabato, ha chiesto informazioni sulla statua di Elisabetta, quella che aveva perso la testa a causa del freddo due settimane fa e che nel corso della settimana scorsa è stata rielaborata da una scultrice della sabbia che le ha ridato vita.

Un lavoro eseguito così magistralmente che i volontari hanno spesso indicato quale fosse la statua che aveva subito il crollo a chi, cercandola, non era riuscito a individuarla tra le altre. Per Gonzo «il tema di quest’anno sta ottenendo un riscontro che va al di là di quelli degli anni precedenti. C’è un valore emotivo in queste opere che tocca nel profondo le donne e le ragazze che vi fanno visita e che spesso ne escono commosse. Tra i vari commenti che vengono lasciati, a conclusione della visita, una persona ha scritto “mi sono svegliata” e questi per noi è sono riscontri importanti».

Per Gonzo è noto che ognuno legga le opere a modo suo, utilizzando gli strumenti interpretativi di cui è dotato, ma l’opera di quest’anno sembra essere percepita con maggiore empatia. «Prendiamo ad esempio la scultura con le due donne che portano sugli occhi un velo rosso: per noi, immaginandola, era l’emblema della libertà, dell’emancipazione gioiosa, una liberazione positiva. Il vescovo ne ha offerto un’interpretazione secondo la quale dalla preghiera viene la libertà e tante persone la hanno invece interpretata secondo il loro vissuto». E probabilmente quindi è vero che quello del 2025 sarà un presepe da ricordare anche perché «mai come quest’anno – conclude Gonzo – abbiamo sentito la vicinanza delle persone, che sono nella nostra stessa lunghezza d’onda».

Per Montrone, il bel tempo contribuisce notevolmente alle visite, infatti nel solo pomeriggio di sabato, con il sole, sono arrivate il doppio delle persone registrate nella giornata di domenica. Il presepe chiuderà il 1° febbraio ed è visitabile il sabato dalle 14 alle 18 e le domeniche dalle 10 alle 13.

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