Il vescovo: «Accogliere chi bussa alla porta»

L’appello di monsignor Pellegrini all’Epifania. Duomo “presidiato” tutto il giorno dai mendicanti

Accogliere. «Accogliere qualsiasi persona bussi alla nostra porta». È l’invito del vescovo, monsignor Giuseppe Pellegrini, che ieri sera ha rivolto ai fedeli in duomo concattedrale San Marco, dove ha concelebrato la messa dell’Epifania col parroco monsignor Otello Quaia e monsignor Vittorio Menaldo.

«Il cammino dei Magi è il cammino di ognuno di noi», ha premesso. «Gesù non è venuto solo per il popolo ebreo, ma per tutti. Ha mosso persino alcuni magi, i sapienti, «che hanno sentito dentro di loro, come noi, qualcosa di infinitamente grande». I magi sono «i cercatori di Dio, coloro che non si sono incontrati con la fede, coloro che fanno fatica a credere, ma hanno il desiderio di avere qualcosa di più». Saggi che «si sono lasciati guidare dalla stella, Gesù luce delle genti, viaggiando di notte, esposti ai pericoli». Cercarono un re e trovarono un bambino: «Ricordiamoci – ha esortato monsignor Pellegrini – che la nostra fede non si chiude in se stessa e non si accontenta del proprio gruppo, ma è universale. Ci porta ad accogliere qualsiasi persona che bussa, il Signore è venuto per tutti». Il vescovo, nella giornata dell’infanzia missionaria, ha inoltre invitato i genitori a «educare i bambini all’accoglienza, a non chiudere la porta in faccia a nessuno».

Stile di vita accogliente, a maggior ragione nell’anno della misericordia. Monsignor vescovo è consapevole «che la congiuntura è ancora difficile» e che questo rischia di alimentare tensioni. Ma il compito della politica «è quello di favorire il dialogo, con la prospettiva del bene comune, per noi e per tutti coloro che vengono da noi». Ha quindi richiamato il logo di Pordenone, porte aperte, al dialogo, all’accoglienza.

Una curiosità. Il vescovo ha “smontato” la tradizione dei re magi, sui quali «sono stati costruiti molti raccontini. Nel vangelo di parla di alcuni sapienti venuti da lontano; non si dice che sono re e nemmeno tre».

Fuori dal duomo, per tutto il giorno hanno stazionato tre mendicanti. «Sono egiziano e clandestino, dormo in una casa abbandonata, non ho di che vivere». Mostra le monete raccolte sotto la porta santa. Ma alcuni fedeli scuotono la testa: «Non è possibile, ogni festa è così. La nostra offerta l’abbiamo fatta a messa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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