Il “tour delle spaccate” sarebbe durato un mese

UDINE. Mihail Portnoi, 21 anni, Chiril Portnoi, 23, Serghei Mocanu, 24, Dorel Scoarta, 22 e Alexandru Ostrov, 23, sono i cinque moldavi di etnia romena fermati da carabinieri e polizia la scorsa settimana mentre dormivano in spiaggia a Lignano dopo una notte passata a spaccare vetrine e a razziare negozi. Ora la “banda del cronometro” (così chiamata perché è in grado di ripulire un punto vendita in pochi minuti e, soprattutto, di mettere a segno ingenti colpi con cadenza quasi giornaliera), si trova in carcere a Udine su disposizione del Gip udinese Francesco Florit che ha convalidato i fermi per furto aggravato e continuato.
Il gruppetto aveva preso in affitto, tramite agenzia, un appartamento a Lignano Riviera, in calle Schiller lo scorso 9 settembre. E solo tre giorni dopo, stando alla ricostruzione del Nucleo investigativo e della Squadra mobile di Udine (che hanno lavorato insieme ai colleghi della Compagnia di Latisana e agli agenti della polizia stradale di Palmanova), ha messo a segno il primo colpo. La sera del 12 settembre, infatti, in pieno Friuli doc, i cinque hanno mandato in pezzi la grande vetrina della profumeria Elysée di via Nazionale, a Tavagnacco. Il grande negozio dedicato alla bellezza si trova a pochi passi dall’hotel Là di Morèt. L’allarme è scattato alle 20.44 e alle 20.48, quando la guardia giurata dell’Italpol è arrivata (si trovava proprio sul quel vialone) dei malviventi già non c’era più traccia. Del materiale esposto in vetrina non era rimasto più nulla e diversi scaffali su cui erano esposti prodotti molto costosi sono stati svuotati. Ciò per un danno complessivo che si aggira, come hanno spiegato ieri il maggiore Roberto Scalabrin e il vicequestore aggiunto Massimiliano Ortolan in conferenza stampa, intorno ai trentamila euro.
Il 15 settembre stesso tipo di azione al Vodafone store, in via Puintat, vicino al centro commerciale Terminal Nord. Con un Suv in retromarcia contro la vetrina e poi dentro con borse e scatoloni per prendere tutto il possibile. Risultato: anche in questo caso, tra danni e refurtiva, il colpo “vale” circa trentamila euro.
È del giorno successivo, il 16 settembre, l’assalto al centro commerciale Emisfero di Monfalcone e, in particolare, all’Unieuro da cui spariscono tc, tablet e altri prodotti tecnologici per 50-75mila euro, stando ai primi calcoli. Proprio quel giorno gli inquirenti, coordinati dal pm Maria Caterina Pace, trovano la pista giusta, incrociando i dati forniti da alcuni testimoni, “mezze targhe” e altre “coincidenze”. I cinque moldavi, insomma, proprio per il loro modo di agire grossolano e distruttivo, avevano già attirato su di sè l’attenzione delle forze dell’ordine. Tanto che l’ultimo colpo, quello del 17 settembre a Mogliano Veneto, i cinque stranieri lo mettono a segno con carabinieri e polizia alle calcagna. Sfondano l’ennesima vetrina, quella della profumeria Sephora di piazza Duchi D’Aosta e arraffano merce per circa 30mila euro.
Al loro rientro a Lignano è scattata la trappola tesa dagli investigatori che, come detto, li hanno bloccati in spiaggia. I cinque, infatti, sono saliti un momento in appartamento e, senza nemmeno fare colazione, sono andati a dormire in spiaggia. Carabinieri e poliziotti si sono cambiati per non essere notati - qualcuno di loro si è vestito da bagnino - e si sono avvicinati con cautela. I moldavi, intanto, si erano addormentati profondamente e così non hanno potuto scappare di fronte alle manette.
Effettuando i cinque fermi le forze dell’ordine hanno di fatto posto fine a un’escalation di maxi-colpi che avevano già portato grande preoccupazione della zona Nord di Udine, tra imprenditori e commercianti. A quanto pare, infatti, il quintetto aveva intenzione di fermarsi a Lignano per un mese circa e aveva già effettuato diversi sopralluoghi anche nella cittadina balneare e nella zona di Portogruaro per poter mettere a segno altri furti, sempre con le stesse modalità “distruttive”.
Nell’ambito di quest’operazione sono state recuperate tre automobili, tutte Bmw (X1, X5 e 530), rubate a Modena, San Donà di Piave e Portogruaro tra il 10 e il 14 settembre. Sono state trovate, inoltre, anche tre targhe: due italiane rubate a Settimo Milanese e Noventa di Piave il 13 e 14 settembre e una austriaca sparita da Monfalcone il 16 settembre.
«L’indagine - ha sottolineato il Gip Florit nella sua ordinanza - è stata condotta con straordinaria efficienza e coordinazione dalle forze dell’ordine, tanto dalla polizia, quanto dai carabinieri». «La mole documentale raccolta - aggiunto il giudice - è impressionante e incontrovertibile. I dati raccolti e l’attività svolta e documentata è così dettagliata che una disamina puntuale di ciascun episodio appare del tutto superflua».
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