Il sindacalista della Fantoni: «Era tutto crollato, una catastrofe»

OSOPPO. Il mobilificio Fantoni era completamente distrutto. Il tetto crollato, la mensa e gli uffici non esistevano più, l’unico reparto rimasto in piedi era quello della Plaxil.
«Una catastrofe» afferma Enzo Venuti, sindacalista della Cgil e componente del Consiglio di fabbrica della Fantoni. Dal 7 maggio anche lui, assieme ai colleghi, si presentò davanti ai cancelli per rimuovere le macerie e iniziare a ricostruire i capannoni.
La distruzione della zona industriale di Osoppo fu un dramma nel dramma perché le famiglie oltre ad aver perso gli affetti e le case non potevano contare neppure sul posto di lavoro.
Quarant’anni dopo il pensiero di Venuti va all’unica vittima della Fantoni, un suo collega di reparto, residente a Maniaglia, una frazione di Gemona, deceduto assieme alla moglie. L’unico a salvarsi in quella famiglia fu il loro figlioletto che all’epoca aveva pochi anni.
«Recuperavamo quello che era possibile raccogliere» racconta Venuti ricordando con orgoglio che solo un mese dopo nel mobilificio Fantoni ripartì la produzione.
«Spostammo - aggiunge - buona parte delle attrezzature in un capannone che l’azienda aveva a disposizione nella zona di Mels e nel reparto della Plaxil». Venuti torna con la memoria a quel 6 maggio e ritrova l’orgoglio con il quale, tutti assieme, rimisero in funzione le macchine.
«Nel parcheggio riservato, prima del sisma, ai motorini avevamo allestito la mensa» aggiunge soffermandosi sul lavoro di squadra effettuato con il supporto degli imprenditori che non abbandonarono i loro operai. «Nessuno si tirò indietro, imprenditori, sindacalisti e operai, tutti fecero la loro parte» ripete Venuti che all’epoca aveva 29 anni.
Era un giovane ragazzo di Osoppo che si batteva per i diritti dei lavoratori. Ma nel dopo terremoto non servì aprire alcuna vertenza con le aziende che misero a disposizione delle popolazioni terremotate gli aiuti che ricevevano da tutto il mondo.
A settembre la seconda mazzata. La terra tornò a tremare e a seminare il terrore tra le popolazioni già provate nell’animo. «Fortunatamente - conclude Venuti - siamo ripartiti abbastanza in fretta».
Nella zona industriale di Osoppo la riproduzione riprese in tempo da record. «Lavoravano con i capannoni sistemati a metà» ricordano gli ex amministratori pubblici esprimendo un plauso a tutti i protagonisti della ripresa. (g.p.)
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