Il rebus candidature del Pd Serracchiani, mandato a trattare

UDINE. Il primo appuntamento romano è fissato tra poche ore, attorno alle 16. Ma Debora Serracchiani, segretaria Fvg del Pd e candidata a governatore, resterà a Roma fino a martedì, fino alla conclusione della direzione nazionale del partito che darà il via libera alle liste regione per regione dei candidati al Parlamento.
È questo il “mandato larghissimo” che la democratica ha ricevuto poco fa dalla direzione regionale del Pd. Il mandato a trattare fino all'ultimo minuto utile per fare in modo che i quattro aspiranti onorevoli catapultati da Roma nelle liste del Fvg siano il minor numero possibile.
Perché – è la tesi diffusa in direzione – il Fvg è una regione troppo piccola per sopportare quattro paracadutati visto che, secondo le migliori previsioni, in Fvg saranno eletti 8 o 9 parlamentari.
La direzione regionale ha quindi affidato il compito a Serracchiani e preso atto dei risultati delle primarie. Secondo le quali la rappresentanza territoriale e gli incastri per l'alternanza uomo-donna i democratici hanno stabilito lo schieramento per il Fvg.
L'elenco vede al primo posto il sindaco di Pontebba Isabella De Monte, al secondo il consigliere provinciale di Pordenone Giorgio Zanin, al terzo il deputato triestino uscente Ettore Rosato, al quarto il consigliere regionale goriziano Giorgio Brandolin, al quinto l'assessore di Udine Gianna Malisani, al sesto l'altro assessore di Udine Paolo Coppola, al settimo l'ex assessore pordenonese della giunta di Riccardo Illy Lodovico Sonego, all'ottavo il senatore uscente di Trieste per la minoranza slovena Tamara Blazina e al decimo il senatore uscente udinese Carlo Pegorer.
Questa sequenza la direzione Fvg ha messo nelle mani di Serracchiani consegnandole il compito di trattare con Roma e da Roma verrà anche stabilito chi correrà per un posto alla Camera e chi al Senato.
Con quell'elenco se la direzione nazionale non mollerà sui quattro catapultati in Fvg ci sarà spazio al massimo per quattro o cinque eletti in regione, fino a Malisani. Resta aperta l'ipotesi che Blazina possa rientrare tra i quattro nomi indicati da Roma, perché sciogliere il patto con la minoranza slovena, complicato da rompere, è questione nazionale non solo del Fvg.
Serracchiani dunque ha davanti tre giorni complicati per cercare di strappare per il Fvg quanto più possibile. Le previsioni non giocano in suo favore, perché sono molti i candidati che Pier Luigi Bersani e la direzione nazionale vogliono eleggere e quindi devono sistemare in giro per l'Italia. Ma Serracchiani negozierà fino all'ultimo minuto.
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