Il racconto dei fratelli di Teresa e l’indagine sulle celle telefoniche

Il ricordo di Teresa Costanza, uccisa a 30 anni con il fidanzato Trifone Ragone fuori dal palasport di via Interna, il 17 marzo del 2015, affiorerà oggi in Corte d’assise a Udine attraverso le parole dei suoi fratelli. Il primogenito Calogero, che ha seguito le orme del padre Rosario nell’edilizia e il fratello minore Sergio, laureato in architettura. Gli avvocati Carla Sgarito e Giacomo Triolo, che assistono la famiglia Costanza, condurranno l’esame.
Sarà la volta quindi del consulente tecnico Simone Bonifazi, che ha analizzato la mappa delle celle telefoniche nella zona del palasport di via Interna con lo speciale software Skyhunter. Bonifazi fa parte dello staff di Roberta Bruzzone, che cura gli interessi della famiglia Ragone. Avrebbe dovuto essere sentito la scorsa udienza, ma poi la sua audizione è stata rinviata.
Sono stati convocati anche sette militari. I commilitoni Luigi Grando, residente a Pordenone, Pietro Ranieri, di Sant’eramo in Colle (sui contatti fra l’imputato e Trifone), ma anche l’intera catena di comando.
A partire dal generale Fabio Polli, generale della caserma di Cordenons, per proseguire con il colonnello Ciro Forte, comandante alla De Carli, il maggiore Ciro Giannelli, il capitano Vincenzo Allocca, il sergente Vincenzo Virgilio.
Inizialmente gli ufficiali erano stati inseriti nella lista dei testi della parte civile perché i legali dei familiari delle vittime avevano chiesto alla Corte d’assise di autorizzare la citazione del ministero della Difesa quale responsabile civile (richiesta rigettata dalla Corte).
Oggi sarà sentito anche il pordenonese Stefano Brunetta, responsabile della palestra frequentata da Trifone Ragone. Riferirà dei rapporti intercorsi fra Giosuè e Trifone e di quello che ha visto e sentito la sera del delitto dentro e fuori al palazzetto dello sport di via Interna. Nell’udienza odierna saranno esauriti i testi della parte civile. La prossima, il 31 marzo, sarà dedicata, invece, all’esame dell’imputato del duplice omicidio, Giosuè Ruotolo. Il 27enne di Somma Vesuviana vuole raccontare la sua verità e non avvalersi della facoltà di non rispondere. Saprà convincere la giuria?
In ogni caso la prossima udienza rappresenterà una tappa fondamentale del processo: per questa ragione il sostituto procuratore Pier Umberto Vallerin, titolare dell’inchiesta sul duplice omicidio, sta già preparando l’interrogatorio.
Ad aprile toccherà invece alla difesa calare le proprie carte, a cominciare dai consulenti tecnici. Sono più di un centinaio i testimoni inseriti nella lista degli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito Una quarantina si trovavano nei pressi del palasport la sera del delitto.
Non è detto che tutti siano convocati: potrebbe bastare l’acquisizione dei verbali di sommarie informazioni.
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