Il Premio “Civilitas” assegnato a Gemona per la ricostruzione

GEMONA. L'esempio della ricostruzione del Friuli dal terremoto del 1976 continua a ricevere riconoscimenti. Ieri nel corso di una conferenza stampa in municipio a Conegliano, anche il Comune di Gemona è risultato tra coloro che il prossimo 6 novembre riceveranno il premio “Civilitas”, istituito nel 1992 dall’associazione Dama Castellana e che in questi sedici anni è stato già assegnato a importanti figure internazionali quali Rita Levi Montalcini, Papa Giovanni Paolo II, e Dario Fo.
Il premio prevede diverse sezioni e quella assegnata a Gemona è relativa a “Paesaggio, ambiente, architettura” istituito proprio quest’anno per rendere onore a quelle forme di civismo che determinano esempi di salvaguardia dei paesaggi restituiti a funzione di bene materiale.
Nello scegliere la capitale del terremoto friulano, la giuria del Civilitas ha preso in considerazione gli ultimi quattro decenni di ricostruzione che «ha portato - così è riportato nelle motivazioni del premio - alla rigenerazione umana di una comunità e di una rigenerazione urbana del paesaggio della città “com’era e dov’era”».
Insomma, i componenti la giuria del Civilitas, che hanno visitato la cittadina negli scorsi mesi, hanno apprezzato non solo la caparbietà friulana nel ricostruire dopo la tragedia ma anche la capacità di ricordare con iniziative giovanili come la realizzazione del grande graffito a opera dei Bravi Ragazzi la scorsa estate, ma anche le tante mostre inaugurate soprattutto negli ultimi mesi.
«È un premio - ha detto il sindaco Paolo Urbani - che riceviamo e condividiamo sia con tutti quelli che ci hanno aiutato a ricostruire la nostra cittadina e a scrivere una pagina importante della Repubblica italiana».
L’attenzione per il Friuli al premio Civilitas è riemersa anche nel riconoscimento assegnato nella sezione nazionale e internazionale all’onorevole Giuseppe Zamberletti, ben noto commissario straordinario per il terremoto in Friuli. Zamberletti riceverà il premio anche per altre importanti attività quali il soccorso e l’assistenza ai profughi del Vietnam nel 1979 e il terremoto che seguì in Campania e Basilicata.
Così riportano le note della giuria di Conegliano: «Si scrisse che il suo primo banco di prova fu il terremoto del Friuli del 6 maggio 1976. Ordinò al ministero dell’Interno di requisire 25 mila roulotte che furono poi restituite dai friulani senza neanche una lira di danni».
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