«Il Paese è sotto choc: siamo di fronte a un dramma epocale»

La testimonianza di Pierlino Sina, presidente del Fogolar Furlan di Parigi. «Quando ho visto le immagini alla televisione credevo stessi guardando un documentario...»
©PHOTOPQR/LE PARISIEN ; LE CARILLON AVEC ECLATS SUR LA VITRE LA CASANOSTRA RUE DE LA FOTAINE AU ROI Gunmen and bombers attacked restaurants, a concert hall and a sports stadium at locations across Paris on Friday, killing at least 120 people
©PHOTOPQR/LE PARISIEN ; LE CARILLON AVEC ECLATS SUR LA VITRE LA CASANOSTRA RUE DE LA FOTAINE AU ROI Gunmen and bombers attacked restaurants, a concert hall and a sports stadium at locations across Paris on Friday, killing at least 120 people

PARIGI. Telefonate, sms, ma soprattutto post su Facebook: i friulani che lavorano o studiano – e non sono pochi – a Parigi hanno utilizzato ogni mezzo possibile per comunicare a familiari e amici di stare bene.

Non ci sono morti o feriti - secondo quanto comunicato sino a questo momento dalla Farnesina – tra le vittime dei sette attentati di ieri sera, ma la paura è stata – e continua a essere – tanta come ci racconta Pierlino Sina, presidente del Fogolar Furlan di Parigi.

«La situazione è angosciante – ha raccontato dalla sede di Avenue Gabriel Péri –, il Paese è sotto choc. Hollande ha bloccato tutto: riunioni, eventi, manifestazioni sportive e ha chiuso perfino le sale cinematografiche. Parigi e la Francia si sono risvegliate in un mare di sconforto e lutto.

Siamo di fronte a un dramma epocale per una Nazione che ha sempre sbandierato il proprio modello di integrazione e che, adesso, è smarrita, non capisce quali errori possa aver commesso nel corso degli anni».

Bombe e colpi di fucile hanno disegnato i contorni di una carneficina seguita in diretta tv da Sina. «Ero a casa mia – conferma – davanti alla televisione. Facendo zapping mi sono fermato su uno dei canali “all news” francesi. Sul momento non mi sono reso conto di quello che stava accadendo.

Anzi, pensavo stessero trasmettendo un documentario di qualche attentato precedente in giro per il mondo. Poi ho notato la scritta “Paris live” e ho capito tutto».

Per fortuna, come accennato, nessun friulano pare essere stato coinvolto dagli attentati.

«Mi sono immediatamente messo in contatto con il maggior numero possibile di associati – ha spiegato il presidente del Fogolar Furlan – e, anche se non sono ancora riuscito a parlare con il Consolato generale d’Italia a Parigi, credo che stiano tutti bene. Hanno tanta paura, al pari del sottoscritto, ma fortunatamente nessuno pare essere rimasto coinvolto negli attentati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:terrorismo

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto