Il legno-arredo Sviluppo dopo la crisi «Ma bisogna fare rete»

Mauro Manassero, presidente Asdi, fa il punto sul futuro del legno-arredo. «Superare gli inutili individualismi, puntando sulla qualità e sull’export»

PORDENONE. Tre obiettivi: «Innovazione, internazionalizzazione, razionalizzazione». Parole diventate spesso slogan. Per questo, la diffidenza – quando Mauro Manassero, presidente del Distretto del Mobile del Livenza Scarl, enfatizza i tre traguardi – scatta quasi spontanea. Ma lui ci crede. E si dice certo che attorno a queste tre parole si gioca il futuro di un comparto e di un territorio.

Un sistema integrato. Gli 11 comuni del Distretto del Mobile Livenza riuniscono in Fvg circa 600 aziende (erano 800 negli anni delle vacche grasse) che danno lavoro a circa 10 mila addetti (3mila in meno rispetto al boom economico). La specializzazione produttiva è molto forte: gli occupati del settore rappresentano il 61% degli addetti manifatturieri totali. Dal dopoguerra si è verificata una costante crescita industriale. In particolare, si è sviluppato un sistema integrato di imprese del settore legno arredo che producono un fatturato complessivo di circa 2 miliardi di euro, un quarto del totale nazionale. Un tratto caratteristico di questo Distretto è la dimensione media delle imprese, superiore agli standard nazionali e regionali di Veneto e Fvg.

Vocazione all’Export. Parlare di crisi, di recessione serve a nulla, ormai. Meglio rimboccarsi le maniche e reinventarsi il futuro. Partendo dalla consapevolezza che il territorio del Distretto è particolarmente vocato all’export e che – rimarca il presidente dell’Asdi, Manassero – stiamo cercando di intercettare al massimo la domanda nei confronti del Medio e dell’estremo oriente, degli Usa e di nuove mercati. «Questo perché – è la precisazione – il fisiologico, inevitabile decremento del cosiddetto mercato domestico ci costringe a guardare altrove, a sondare quei mercati che hanno “fame” di prodotti di qualità, che credono nel made in Italy».

Creare sistema. Rinnovamento, dunque. L’Asdi, con lo scopo di rafforzare gli attuali livelli di sviluppo tecnologico, competitivo e strategico della filiera legno-mobile, ha steso un programma specifico per il triennio 2011-2013 che permetta di mantenere sul territorio l’imprenditorialità, il capitale e il lavoro, eventualmente anche diversificando la produzione, elevando la qualità del prodotto e, soprattutto, di creare sistema tra i diversi soggetti che interagiscono nell’area distrettuale. Detto con le parole di Manassero: «Le nuove sfide impongono competitività. E per ottenerla è necessaria una buona organizzazione del processo produttivo».

Progetti integrati. In una recente intervista lo stesso presidente dell’Asdi aveva sottolineato che appare sostanziale attuare processi focalizzati e strutturati che siano veri e propri poli di indirizzo e accompagnamento per le aziende. Anche – ma verrebbe da dire soprattutto – attraverso lo strumento delle reti di impresa si potrebbe consentire alle aziende del Distretto di superare il gap attitudinale e funzionale. «L’obiettivo – aveva aggiunto – delle attività di riorganizzazione e ristrutturazione è quello di implementare interventi diretti nelle Pmi e di supporto alle reti attraverso progetti integrati per piccoli gruppi, che poi diventino integrabili in un vero e proprio contratto di rete e/o altre forme di aggregazione».

Progetto condiviso. Il progetto di rilancio del mobile del Livenza parte allora dalla consapevolezza che la crisi ha effettuato una scrematura tra le aziende risparmiando quelle più strutturate e in grado di mettere in atto di fronte alla crisi fenomeni di deterrenza. Passato remoto, ormai. Da un anno a questa parte il progetto di rilancio e di sviluppo del mobile è una realtà assodata. «Ma non è stato – ci tiene a sottolineare ancora Manassero – un progetto calato dall’alto, ma condiviso con l’Unione degli industriali e con le imprese. Siamo andati a casa degli imprenditori per ricercare dei testimonial dei vari settori produttivi. Da qui è nata la convocazione degli “Stati generali del legno-arredo», di cui Manassero è stato uno degli artefici.

Cambiamento “assistito”. Un appuntamento, quello degli Stati generali, che coinvolge tutti gli attori del territorio: imprenditoriali, istituzionali, politici e del credito. «Sarà – sono ancora le parole di Manassero – un progetto fruibile e concreto per le aziende. Con una rassicurazione e cioè che chi vorrà mettersi in discussione, scommettere sul proprio futuro, godrà di un supporto importante dal punto da parte del Distretto e dell’Unione degli industriali. E sarà pure un progetto da portare avanti mediante l’aggregazione perché noi siamo una filiera e dobbiamo imparare sempre di più fare squadra. Ci impegneremo a stimolare l’aggregazione affinché le aziende possano “assemblare” progetti di comune interesse».

Dal padrone al management. Una piccola grande rivoluzione, pare di capire. «Ci sarà un capo commessa – snocciola il presidente dell’Asdi – attorno cui ruoterà il business. La caratteristica di questo territorio è stato l’individualismo talché molte imprese si sono trovate spesso in concorrenza. Le aziende ora in salute hanno capito che si doveva cambiare pagina. Che, ad esempio, dalla proprietà in mano a un singolo imprenditore si doveva passare al management». Di tutto questo parleremo durante gli Stati generali di lunedì prossimo. E tutto sarà riassunto nell’approfondimento dei tre obiettivi, appunto: innovazione, internazionalizzazione, razionalizzazione».

Fine del magazzino. Un tempo si lavorava a magazzino; ora, sull’ordine. Conclude Manassero: è cambiato il modo di stare sul mercato; il processo produttivo deve ridurre i costi, ottimizzare i tempi, alzare la qualità. Da qui la realizzazione del marchio-ecompatibile, del Disciplinare di produzione, e alcune aziende sono certificate Iso 9001. Bisogna puntare sulle eccellenze. Insomma, «il Distretto del Livenza si sta rinnovando con l’obiettivo di elevare in maniera sensibile la cultura d’impresa».

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