Il generale Del Col dal Libano: «La pace è ancora lontana»

Natale in Libano per il generale di divisione Stefano Del Col, pordenonese, comandante della missione delle Nazioni Unite in Libano - Unifil, che coinvolge 15.500 militari uomini e donne di 43 diversi Paesi. É stato un Natale lontano dagli affetti familiari anche per i 1.100 militari italiani. Oltre a loro, la missione conta anche 900 civili.
Qual è il ruolo del contingente italiano nella missione in Libano?
Monitoriamo il rispetto del cessate il fuoco tra Israele e Libano, supportiamo le Forze Armate libanesi affinchè acquisiscano un effettivo controllo del territorio e forniamo aiuto e assistenza alla popolazione locale.
Quale è la situazione attuale in Libano ?
La situazione regionale rimane stabile ma anche incerta, soprattutto ora che la recente operazione israeliana “Northern Shield” ha portato alla scoperta di alcuni tunnel sotterranei che attraversano la linea di ripiegamento delle forze israeliane (Blue Line). Peraltro, lo stallo nella formazione del governo libanese, nonché la mancata risoluzione della questione interna dei gruppi armati non statuali, impedisce progressi nel negoziato di pace tra le parti. Nonostante ciò, in tutti gli incontri istituzionali mi è stata assicurata l’intenzione di rispettare la cessazione delle ostilità che continua da 12 anni. Anche la comunità internazionale ha rinnovato l’appello alle parti a evitare qualsiasi “escalation”. Lo sforzo Unifil è sostanziato da continui incontri al livello politico e diplomatico, nonché attraverso più di 450 attività operative al giorno, e tramite gli incontri del Tripartito, dove la mediazione di Unifil consente di negoziare efficaci soluzioni tecniche.
Quali sono i progetti portati a termine a favore della comunità locale?
L’ultimo in termini di tempo risale al 15 dicembre ad Al Qawzah dove è stato consegnato un impianto di illuminazione urbano con pannelli solari fotovoltaici, fortemente voluto dalla comunità, che assicurerà maggior sicurezza stradale e nel contempo rispetto per l’ambiente. Qualche giorno fa ho inaugurato un parco nella Municipalità di Naqoura, dove risiede il nostro Comando per creare un’area verde e giochi per i bambini. Il progetto è stato co-finanziato con fondi delle Nazioni Unite e della Municipalità di Naqoura, a dimostrazione dell’efficacia della cooperazione.
Come avete trascorso le feste?
Siamo rimasti qui in molti anche durante le festività, perchè ovviamente la missione deve continuare. I libanesi riconoscono il lavoro di Unifil, e lo dimostrano quotidianamente, anche semplicemente salutandoci al nostro passaggio. La loro gratitudine è stata maggiormente espressa con l’avvicinarsi delle festività, perchè sapevano che saremmo stati qui con loro e per loro, lontano dalle nostre famiglie. Il Natale è stato festeggiato molto anche qui in Libano, non solo dalla comunità cristiana ma anche da quella musulmana. La mancanza dei nostri affetti, però, si sente, inutile negarlo, soprattutto nelle occasioni importanti come le festività, ma anche per tutte le piccole e grandi prove della vita che i nostri figli devono sostenere in nostra assenza. Lo scorso 16 dicembre, ho promesso a mio figlio Andrea che festeggeremo presto insieme il suo compleanno». —
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