Il Fvg non andrà alla Bit di Milano, il turismo cambia strategie

Il vicepresidente Bolzonello: «È una vetrina che costa troppo e non serve più». «Dobbiamo fare un discorso regionale, non più proposte che riguardano i singoli territori»
Palmanova 07 Settembre 2013 dibattito turismo Telefoto Copyright Petrussi Foto Press /turco
Palmanova 07 Settembre 2013 dibattito turismo Telefoto Copyright Petrussi Foto Press /turco

PALMANOVA. «Non parteciperemo alla Bit. Perché? Costa troppo e non serve più». Una frase detta quasi come un inciso, ieri, a Palmanova, nel suo intervento al convegno “Turismidee, Cultura e territorio per fare economia”. Ma l’affermazione del vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, non solo non mancherà di destare discussioni, ma è anche un chiaro segnale di cambiamento rispetto al passato. «In maniera troppo esclusiva – ha poi affermato – si è puntato finora sulle località balneari, sbilanciandosi in maniera forte sulle spiagge e dimenticando che esistono anche altri turismi».

Insomma, il Friuli Venezia Giulia è ricco di luoghi e città che sono capaci di regalare emozioni, di attrarre i turisti, ma non può restare ancorato alla vecchia mentalità del turista tradizionale che sceglie una località e ci si ferma per una settimana.

«Dobbiamo cambiare – ha spiegato – e lo possiamo fare soltanto all’interno di un discorso regionale. Dobbiamo portare il Friuli Venezia Giulia a essere vendibile nel suo insieme: non più strategie che riguardano singoli territori». Un’unica Regione, un unico prodotto, un unico logo.

L’analisi dell’assessore alle attività produttive è partita da un esame delle carenze del comparto pubblico (latitanza nella pianificazione), di Turismo Fvg (troppo sbilanciato sull’innovazione tecnologica), del comparto privato («consorzi turistici che definire poco dinamici è un eufemismo»). «Tuttavia – ha proseguito Bolzonello – se il turismo in Italia perde otto punti percentuali, le previsioni per noi si assestano sul meno 4, meno 5. Da questa situazione, con i suoi pregi e difetti bisogna partire».

E l’annuncio della prima azione della Regione in questo campo: l’apertura di un bando per la redazione delle linee guida del Turismo in Regione, insomma un concorso per migliorare le potenzialità del sistema regionale in termini di offerta, servizi, promozione. Da un lato le linee guida quindi, per delineare l’orizzonte in cui muoversi, dall’altro gli investimenti infrastrutturali (ciclovie, ma anche strutture alberghiere di alto livello, bed&breakfast, agriturismi).

Quanto alle risorse, certamente ridotte in tempi di crisi, Bolzonello è stato chiaro: «Definite le strategie, bisogna rimettere tutto nel calderone, perché il denaro c’è ma si disperde in mille rivoli». No quindi a doppioni senza giudicare qualità e portata di eventi, festival, manifestazioni. Un passaggio anche sull’investimento di Pramollo. Serviva? «Facciamo questa domanda alla giunta Tondo», risponde l’assessore. Ma aggiunge: «Questo progetto potrà andare a buon fine se il bando resterà quel che è, se cioè accanto agli investimenti sugli impianti si realizzeranno i previsti interventi su ricettività e servizi».

Il convegno di Palmanova, organizzato da Turismo Fvg, Comune e Regione, ha permesso di guardare in quale direzione vadano le tendenze internazionali e di capire quali siano le carte che il Friuli Venezia Giulia può giocare.

Parlando di “Nuove visioni del turismo” Antonio Percario, consigliere dello Skal Italia, Roberto Siagri, presidente di Eurotech, e Edi Sommariva, direttore di Turismo Fvg, hanno rimarcato l’importanza e l’efficacia delle nuove tecnologie, dei social network, della rete nell’ambito del marketing turistico. Nella seconda parte del convegno, moderata dal direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier, l’attenzione si è spostata sulla programmazione regionale e sulla necessità di una regia per porre in rete le varie realtà.

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