Il fronte della Comina tenta il blitz sull’ospedale

Ci sono una ventina di sindaci, perlopiù di centro-destra e una quindicina di associazioni (molte di categoria), tra i soggetti che il 4 dicembre saranno ammessi in terza commissione del consiglio regionale per perorare la causa dell’ospedale in Comina (causa sostenuta da 10 mila persone che hanno sottoscritto la petizione già consegnata al consiglio). E allora alcuni consiglieri regionali di centro-destra – Mara Piccine Valter Santarossa, col sostegno morale di Luca Ciriani (che non siede in terza commissione) – hanno tentato il blitz per spostare la convocazione della commissione regionale proprio a Pordenone. Una ipotesi possibile, «visto che la modifica al regolamento del consiglio consente ora di indire le commissioni nelle varie sedi istituzionali della Regione, anche fuori Trieste – sottolinea Piccin, prima firmataria della richiesta –. Abbiamo avanzato questa domanda proprio perché la questione ospedale va discussa con tutti gli attori del territorio interessati al progetto: non si può cancellare il progetto della precedente giunta solo per un capriccio politico». La richiesta è stata sottoscritta anche dai consiglieri «del movimento 5 stelle che pure non sono di Pordenone – evidenzia Piccin –. Dispiace che i consiglieri di maggioranza non l’abbiano fatto perché l’obiettivo è quello di rendere più facile la partecipazione alla discussione dei rappresentanti di questo territorio».
E i rappresentanti che hanno chiesto di essere ascoltati in commissione sono amministratori dei Comuni di Polcenigo, San Giorgio della Richinvelda, Fontanafredda, Claut, Cavasso Nuovo, Fanna, Vivaro, San Quirino, Roveredo in Piano, Prata, Sacile, Frisanco, Caneva, Vito d’Asio, Porcia, Brugnera, Cimolais, Clauzetto, Cordenons, Valvasone. A questi – oltre al presidente della Provincia e ai rappresentanti del comitato Pro Comina – si aggiungono esponenti di Anmil, Apped, Nursind (sindacato infermieri), Amici del cuore, Famiglie diabetici del sanvitese, Futuro sereno, Ordine professionale infermieri, Collegio dei primari ospedalieri, Ordine dei medici della provincia, Unione industriali, Ance (costruttori edili), Coldiretti, Ascom, Unione artigiani, Confesercenti, Confidi, Cro.
La domanda di spostare l’audizione a Pordenone è arrivata al termine di una commissione in cui non sono mancati momenti di confronto e punzecchiature tra maggioranza e opposizione. Dai consiglieri di Pordenone la richiesta di precisare meglio il “vincolo” di spesa entro 18 mesi dei fondi che la Regione stanza in sanità (pena il ritiro dei contributi). Una trappola per il progetto del nuovo ospedale? La Regione lo ha escluso categoricamente e l’assessore Maria Sandra Telesca, sollecitata da più parti, ha evidenziato che la giunta Serracchiani avrà tempo di fare meglio di chi l’ha preceduta visto che negli otto anni passati nulla è stato fatto per il nuovo ospedale di Pordenone.
«L’assessore Telesca – è pronta la replica di Piccin – non può lamentarsi di un immobilismo che dura da otto anni. Ricordiamoci che lo stanziamento di 150 milioni di euro per il progetto, che è stato faticosamente raggranellato durante il nostro mandato a fronte dei 6 milioni che ci aveva lasciato la giunta Illy, è stato messo a bilancio solo l’anno scorso».
Martina Milia
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