Il Friuli ricorda con affetto l’artista e l’amico Missoni

UDINE Anche il Friuli Venezia Giulia ricorda con affetto lo stilista Ottavio Missoni, che tanto spesso frequentò queste terre così legate alla sua originaria Dalmazia. Presenza pressoché fissa al premio Nonino, protagonista di una mostra dedicata alla sua arte nel 2006, in palazzo Attems a Gorizia, parte di spicco, lo scorso anno a Villa Manin, nella rassegna Il teatro della moda, vincitore, sempre nel 2012, del Gamajun International Award attribuitogli dal Lab di Gemona.
«Non servono molte parole – dice Debora Serracchiani, presidente della Regione – per descrivere e rimpiangere un uomo la cui vita è un esempio di laboriosità e genio italico. Ha lasciato nel mondo il segno dello stile e della bellezza gioiosa e fiduciosa, trasferendo nelle sue opere il carattere dominante della sua umanità di dalmata».
Anche a Percoto la morte del “maestro del colore” lascia segni profondi perché «Ottavio era di casa, un amico generoso, un punto di riferimento», dice Giannola Nonino. Con Missoni si erano conosciuti negli anni 70. «Faceva parte con Gianni Brera e Luigi Veronelli del “Club del giovedì” al quale io, unica donna, ero ammessa. Si ritrovavano ogni giovedì sera al Ristorante Riccione. Serate indimenticabili tra amici. Con Ottavio simpatizzai subito, era una persona unica, ti metteva subito a tuo agio, era un signore... E poi era un uomo bellissimo, e non solo per l’aspetto da grande sportivo, ma per la gioia e la vitalità che trasmetteva». Si mescolano i ricordi di Giannola, che solo pochi giorni fa è stata raggiunta al telefono dall’amico convalescente. «Ottavio era un uomo colto, amante della lettura, condivideva con la mia famiglia l’amicizia con Claudio Magris e Ermanno Olmi. Lo sport gli fece incontrare Rosita, sua moglie. Erano una cosa sola. Vivevano “casa e bottega”, tra lo stabilimento e la casa di Sumirago». All'inizio degli anni 70, il successo mondiale. «Ma non si mai è montato la testa. Il grande dolore per la scomparsa del figlio ha segnato la vita di tutti i Missoni, anche se, con la forza dell'amore, le ricerche continuano, perché sono certi che prima o poi lo ritroveranno. Una grande famiglia, un esempio per il nostro Paese. Tai aspettava il ritorno di suo figlio. Non si è mai rassegnato».
Fabiana Dallavalle
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