Il figlio del partigiano Egidio: «Insulti gratuiti»
«Come è possibile che dopo 70 anni si parli di una fossa comune, mentre prima nessuno abbia mai cercato e trovato nulla?». Se lo chiede Giancarlo Velliscig, figlio del partigiano Egidio. E aggiunge: «I gappisti sono stati degli eroi. Come si fa a parlare di mattatoio? Chi dice questo non ha la pallida idea di quale libertà ci hanno consegnato queste persone. Ora si parla solo degli eccidi di Porzus e di fosse comune, senza alcuna verifica peraltro, come se la criminalità fosse sinonimo di comunismo».
Velliscig racconta. «Mio padre faceva parte dei partigiani di Tito, abitava a Podresca di Prepotto, ed era stato vittima delle angherie dell’osovano “Napoli” che aveva preso “possesso” del paese. Chi aveva la stella sulla testa veniva “esiliato” dalla comunità». «Non dico – conclude Velliscig – che non si debba fare le ricerche, ma esorto rispetto. Finora invece ci sono solo stati insulti ingiustificati nei confronti dei gappisti». (d.v.)
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