Il direttore del Mittelfest bloccato in hotel: clima spettrale

Gli attentati a Bruxelles, Franco Calabretto: un concerto è stato annullato. Gli emigrati: strade e ristoranti deserti, c’è paura
Udine 13-01-2011 conservatorio Telefoto Copyright PFP
Udine 13-01-2011 conservatorio Telefoto Copyright PFP

PORDENONE. «Clima triste e drammatico: siamo qui a promuovere progetti per giovani compositori di Paesi che sognano la fratellanza europea e ci troviamo chiusi in hotel per motivi di sicurezza». Era appena partito da Mons e stava per raggiungere Bruxelles Franco Calabretto, direttore di Mittelfest, quando è stato imposto il rientro in albergo.

«Fortunatamente abbiamo potuto lavorare con i colleghi “prigionieri” in centro, in teleconferenza». È saltato, invece, il primo dei sei concerti che avrebbe dovuto toccare tutti i festival: prevedeva anche un pezzo dell’ex allievo del Tomadini Alessio Domini.

«Vorrà dire che a Cividale, il 22 luglio, ricorderemo le vittime di questa giornata – conclude il docente del conservatorio di Udine –, sarà idealmente un doppio evento». Franco Calabretto potrebbe rientrare in Italia già oggi, voli permettendo.

Tornerà a Pordenone domani Nicola Pianu, consulente nella capitale Ue.

«Al momento degli attentati ero fuori città, ma mi sono accorto di qualcosa che non andava al ritorno, quando c’erano 22 chilometri di coda per entrare a Bruxelles. Il quartiere europeo è stato evacuato, per strada non c’è gente, il governo ha invitato a donare sangue. L’attacco è stato senza dubbio studiato molto bene».

Gli effetti degli attentati? «Prenotazioni al ristorante nullate in pochi minuti». Parola di Michele Ambrosio, 34 anni, figlio di Bernardo, dirigente in pensione del Comune di Pordenone. «La polizia ha invitato tutti a stare a casa, a non muoversi. Io fortunatamente mi muovo in bicicletta, ma ho tanti amici che frequentano le zone colpite dagli attentati. Ovvio che siamo preoccupati».

In Facebook danno il “stiamo bene” nella pagina “Esplosioni a Bruxelles” i pordenonesi Alessandro Corazza, Nicola Pianu e Simone Brusadin. Da tanti anni nella capitale europea abita Francesca Pedron, con figli e marito: hanno potuto fare rientro a casa nel tardo pomeriggio.

«Telefoni bloccati, abbiamo tentato tante volte di chiamare», racconta la madre Paola Zamuner, che abita a Pordenone. Ha mandato un “tutto” ok ai parenti anche Sereno Morati, nato a Bruxelles da genitori emigrati da Caneva.

«Lavora vicino all’aeroporto e sentirlo è stato un sollievo», riferiscono i parenti. “Blindata” in ufficio anche un’altra Raffaella Viviani, che lavora alla sede europea della Regione in Rue de Commerce.

Le agenzie di viaggio? Problemi limitati, in quanto «quell’aeroporto non viene utilizzato per scali continentali e Rayanair fa scalo al Charleroi», tirano le somme a fine giornata dall’Antonietti viaggi Planetario.(e.l.)

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