Il commovente post del sindaco per sua sorella infermiera: "Siete persone meravigliose, sono fiero di voi"

Il primo cittadino di Valvasone Arzene Markus Maurmair ha pubblicato sui social la fotografia di Francesca e dei suoi colleghi alla casa d riposo di San Vito al Tagliamento a cui ha scritto una lettera

VALVASONE ARZENE. Guarda gli occhi della sorella che, nonostante la fatica, sorridono. La guarda in foto la “sua” Francesca il sindaco di Valvasone Arzene Markus Maurmair e prova orgoglio. La guarda con la mascherina, assieme a due colleghi, in un breve attimo di pausa dal suo lavoro di infermiera alla casa di riposo di San Vito al Tagliamento e dice di essere fiero di lei.

Un attimo breve quanto uno scatto. Perché non c’è tempo da perdere, ci sono gli ospiti da accudire nella struttura che ha deciso di chiudere e lasciare il mondo fuori. Per dieci giorni Francesca non vedrà la sua famiglia, suo marito, suo figlio. Lei, come tutti i medici, paramedici, infermieri, in prima linea in questa emergenza contro un nemico invisibile chiamato coronavirus.

Una scelta, questa, “che scalda il cuore e mi fa sentire orgoglioso di te” scrive il primo cittadino sulla propria pagina Facebook. “In primo piano la mia sorellona Francesca: infermiera con gli occhi che sorridono! Con lei ultimamente ci vediamo poco e, vista la decisione che ha preso, ci vedremo ancora meno, almeno fino al primo aprile. Lei, insieme agli altri collaboratori della Casa di riposo di San Vito al Tagliamento hanno deciso, in accordo con i responsabili della struttura, di rendere ancora più sicuri i loro nonni… come? Per 10 giorni tutto sarà chiuso… o meglio tutti loro saranno chiusi dentro”.

 Una decisione non facile, certo, ma necessaria visto che “lo leggiamo drammaticamente sui giornali… nelle case dei nonni, dove arriva il virus, il rischio è altissimo, perché a loro fa malissimo, e allora per cercare di evitare o ridurre il pericolo i dipendenti, il consiglio di amministrazione e tutte le persone coinvolte hanno stabilito di provare anche questa strada… chiuso il mondo fuori, si vive, mangia e dorme insieme”.

 

Non la potrà vedere ma il sindaco, attraverso i social, ha voluto esserle vicino e dirle grazie. A lei “come a tutte quelle meravigliose persone, medici, paramedici, infermieri, volontari e collaboratori delle strutture della nostra sanità. State facendo ben più del vostro dovere, lo sappiamo e vi siamo grati perché state lottando anche per far continuare a sopravvivere una generazione di nonni che rappresentano un punto di riferimento per la nostra vita quotidiana e dimostrano il vero valore della nostra società, messa alla prova da un piccolo, invisibile virus”.

Guarda gli occhi della sorella che, nonostante la fatica, sorridono. La guarda in foto la “sua” Francesca il sindaco di Valvasone Arzene Markus Maurmair e prova orgoglio.

La guarda con la mascherina, in un breve attimo di pausa dal suo lavoro di infermiera alla casa di riposo di San Vito al Tagliamento e dice di essere fiero di lei. Un attimo breve quanto uno scatto. Perché non c’è tempo da perdere, ci sono gli ospiti da accudire nella struttura che ha deciso di chiudere il mondo fuori. Per dieci giorni Francesca non vedrà la sua famiglia, suo marito, suo figlio.

La commovente lettera del medico: "Anche oggi sono uscito dall'inferno della terapia intensiva"

Lei, come tutti i medici, paramedici, infermieri, in prima linea in questa emergenza contro un nemico invisibile chiamato coronavirus. Una scelta, questa, “che scalda il cuore e mi fa sentire orgoglioso di te” scrive il primo cittadino sulla propria pagina Facebook. “In primo piano la mia sorellona Francesca: infermiera con gli occhi che sorridono! Con lei ultimamente ci vediamo poco e, vista la decisione che ha preso, ci vedremo ancora meno, almeno fino al primo aprile.

Lei, insieme agli altri collaboratori della Casa di riposo di San Vito al Tagliamento hanno deciso, in accordo con i responsabili della struttura, di rendere ancora più sicuri i loro nonni… come? Per 10 giorni tutto sarà chiuso… o meglio tutti loro saranno chiusi dentro”.

 Una decisione non facile, certo, ma necessaria visto che “lo leggiamo drammaticamente sui giornali… nelle case dei nonni, dove arriva il virus, il rischio è altissimo, perché a loro fa malissimo, e allora per cercare di evitare o ridurre il pericolo i dipendenti, il consiglio di amministrazione e tutte le persone coinvolte hanno stabilito di provare anche questa strada… chiuso il mondo fuori, si vive, mangia e dorme insieme”.

Non la potrà vedere ma il sindaco, attraverso i social, ha voluto esserle vicino e dirle grazie. A lei “come a tutte quelle meravigliose persone, medici, paramedici, infermieri, volontari e collaboratori delle strutture della nostra sanità. State facendo ben più del vostro dovere, lo sappiamo e vi siamo grati perché state lottando anche per far continuare a sopravvivere una generazione di nonni che rappresentano un punto di riferimento per la nostra vita quotidiana e dimostrano il vero valore della nostra società, messa alla prova da un piccolo, invisibile virus”.

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