Il comitato Stop 5G al sindaco: «Firmi l’ordinanza, può farlo»

I contrari alla nuova tecnologia: costituzionali i provvedimenti contro le antenne «Il primo cittadino fissi quanto prima la riunione della commissione speciale»

Christian Seu

Il sindaco Pietro Fontanini ha assicurato massima attenzione sulla diffusione a Udine delle antenne telefoniche che ripetono il segnale di quinta generazione. Specificando, tuttavia, di non avere intenzione di firmare ordinanze che blocchino l’installazione degli impianti, come richiesto in una mozione dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Domenico Liano. «Il sindaco non può prendersi una tale libertà: il rischio è quello di prendersi una denuncia per abuso d’ufficio», aveva indicato Fontanini. Per il comitato provinciale Stop 5G, che raduna associazioni e privati contrari alla nuova tecnologia, il primo cittadino avrebbe dalla sua in realtà pure la legge: «In un recente approfondimento del costituzionalista Carducci sulle ordinanze sindacali Stop 5G – indica il comitato –, si evidenzia come esse stesse rientrino nel rispetto dell’art. 32 della Costituzione (che sancisce il diritto fondamentale dei cittadini alla salute sia come individui che come interesse collettivo), art. 33 (libertà della scienza), e anche degli articoli fondamentali della nostra carta costituzionale».

Il comitato apprende «con piacere l’interesse dell’amministrazione comunale di effettuare ulteriori approfondimenti sul tema del 5G, approfondimenti che correttamente devono essere di natura assolutamente scientifica. Cogliamo quindi l’occasione per proporre al sindaco Fontanini di fissare quanto prima la seduta di commissione speciale 5G all’interno della II Commissione Territorio e Ambiente. Seduta che avrebbe potuto svolgersi qualche mese fa, ma è stata procrastinata a causa dell’inerzia del presidente di commissione Giovanni Govetto e successivamente anche per mancata risposta del presidente del Consiglio Enrico Berti».

L’alleanza Stop 5G chiede pure di sentire in audizione «anche quella parte di scienziati che riconoscono l’esistenza di effetti biologici a livelli non termici», e contesta i punti del decreto Cura Italia che rischiano di portare «a una più rapida implementazione del 5G».

Da qui l’appello al sindaco: «La nuova tecnologia è un’invenzione dell’uomo che si impone su tutti i cittadini senza il loro consenso, sarà impossibile sottrarsi ad essa senza avere alcuna certezza sulla sui innocuità per la salute delle persone. Chiediamo a gran voce che il sindaco agisca in virtù della sua funzione di massima autorità sanitaria locale emanando un’ordinanza per una moratoria sul 5G, fintantoché non vi saranno sufficienti studi che ne proveranno l’assenza di danni sull’uomo e sull’ambiente». —

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