Il comitato per Eluana: è una legge innovativa che vuole tutelare tutti

Buttazzoni: c’è chi vuole di più ma al momento è impossibile. Il senatore Pegorer ottimista sull’approvazione entro il 2018

UDINE. Slitta a mercoledì primo marzo l’approdo alla Camera della legge sul fine vita. Una battuta d’arresto che non preoccupa il senatore Carlo Pegorer perché «entro metà aprile il Parlamento avrà finito il suo lavoro e poi a Palazzo Madama cercherò di velocizzare i tempi il più possibile».

Il vero problema è legato alla sopravvivenza del Governo guidato da Paolo Gentiloni che «mi auguro arrivi a fine legislatura», spiega l’ex Pd. Il disegno di legge sul “Consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari” della deputata Pd Donata Lenzi si compone di cinque articoli.

«Il Comitato ristretto ha prodotto un testo condiviso che avvia un iter molto importante sul tema del fine vita» ha sottolineato Pegorer intervenendo ieri sera all’incontro organizzato dall’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar), nella nuova sede udinese.

«Il primo marzo la Commissione darà il proprio parere sul testo poi, in conferenza di Capigruppo, va iscritto all’ordine del giorno dell’Aula. E so che c’è l'intenzione di calendarizzarlo prima possibile», ha aggiunto Pegorer.

L’ex democratico parla di «un grande passo per le condizioni date del Parlamento e per la sua articolazione. Si tratta di punti che vanno nella direzione che auspichiamo da sempre».

Anche se «in maggioranza è il Nuovo centrodestra a sollevare qualche dubbio sull’articolo 4 che affronta il tema della pianificazione condivisa delle cure perché viene introdotto un rapporto paritario fra medico e paziente che è considerato eccessivo dall'Ncd», spiega Pegorer.

Il testo piace anche alle associazioni. Insieme al presidente udinese dell’Uaar, Michelangelo Licata, è stato il segretario dell’associazione “Per Eluana”, Giuliano Buttazzoni a parlare di «passi avanti per giungere a una legge sul fine vita.

Oggi chi è in grado di intendere e volere in Italia può accettare o no le terapie. Il problema nasce quando la persona non è in grado di esprimere le proprie volontà. In Italia ci sono dai mille 500 ai 3 mila casi di questo tipo, una piccola percentuale rispetto ai 60 milioni di cittadini, ma servono risposte.

La sintesi è stata trovata in una legge di soli cinque articoli e la semplicità va bene perché non c’è molto da chiarire e verificare. Questa non è una legge sull’eutanasia che in Italia è ancora reato».

La semplicità del testo è anche il suo punto di forza, secondo Buttazzoni: «Per come è stata scritta è una propaggine del consenso informato – spiega il segretario dell’associazione “Per Eluana” –. È una norma che tende a tutelare tutti, sia chi rifiuta le cure sia chi le vuole.

Ed è molto importante precisare che il rifiuto del trattamento non comporta l’abbandono terapeutico, specialmente quello palliativo. Per i minori il parere viene espresso dai genitori o da un tutore, tenuto conto della volontà del minore.

Complessivamente il disegno di legge incontra il parere favorevole delle associazioni, anche se alcune avrebbero legittimamente voluto avere di più. Ma io credo che in questo momento una legge sull’eutanasia non abbia nessuna possibilità di successo. Con questo testo invece siamo arrivati quasi alla fine e speriamo di poterla vedere presto legge».

Dopo gli ostacoli etici però, la norma sulle disposizioni anticipate di trattamento deve ora affrontare quelli politici. «Tutto può accadere perché siamo dentro un equilibrio molto delicato – chiosa Pegorer –. Il Governo Gentiloni in Parlamento ha i numeri per continuare la legislatura e il nuovo soggetto di sinistra, cui ha aderito anche il sottoscritto, lo sosterrà. Inoltre siamo chiamati a passaggi amministrativi fragili, come la nuova bozza del documento di Economia e finanza entro aprile, per cui ritengo difficile che cada il Governo a giugno.

C’è anche il nodo legge elettorale perché sarebbe incredibile andare al voto con questa, quindi credo che i tempi saranno maturi tra il prossimo autunno o l’inverno».

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