Il centrodestra fa autogol e la presidenza va ai grillini

TRIESTE. Suicidio collettivo di un centrodestra lacerato e avvelenato, che con un capolavoro di autolesionismo consegna al Movimento 5 Stelle il comitato per la legislazione, controllo e valutazione, e, soprattutto, il ruolo di principale partito di opposizione in Consiglio regionale.
È bastato il voto per la presidenza di una commissione per scoperchiare definitivamente il vaso di Pandora di una coalizione martoriata da personalismi e vecchi rancori. Ilaria Dal Zovo, portavoce del Movimento 5 Stelle, nel confessare il proprio stupore, annuncia: «Restituirò l’indennità di mille e 500 euro spettante al presidente. C’è molto lavoro da fare, porteremo a termine quanto già iniziato. Il primo passo? Una missione valutativa sulle politiche abitative, indicativamente il 7 gennaio».
In condizioni normali, il voto per il comitato sarebbe stato poco più di una formalità: per prassi, la maggioranza si astiene dal voto, e l’opposizione trova un accordo.
In un colpo solo, sono saltate entrambe le consuetudini: la maggioranza non si è del tutto astenuta (Stefano Pustetto di Sel, con la massima disinvoltura, ha annunciato il voto a favore dei grillini), e i gruppi del (fu) centrodestra hanno fatto harakiri. Partito Democratico e Cittadini si sono subito chiamati fuori. Restavano Pustetto (Sel), assieme a De Anna (Fi),Colautti (Ncd), Santarossa (Ar), Dal Zovo (M5S) e Piccin (Gruppo misto). Dal Zovo e Santarossa hanno incassato due preferenze ciascuno (Piccin e De Anna una a testa) alla prima votazione. Nel ballottaggio, Dal Zovo ha prevalso con 3 voti, contro i 2 di Santarossa.
Immediatamente, è partita la caccia “all’eretico”.Chi ha votato per il Movimento 5 Stelle? Due voti sono sicuri: Dal Zovo e Pustetto. Ma il terzo voto? Gli indizi portano a pensare che sia stata Mara Piccin a premiare il M5s. Lapidaria la consigliera del Misto: «Il vero, grande colpevole è il centrodestra, incapace di fare sintesi. Ognuno si assuma le proprie responsabilità».
De Anna si è già dimesso dal ruolo di componente del comitato. Forza Italia indicherà un sostituto nei prossimi giorni. Nelle ore successive al voto, il veleno scorreva a fiumi. Ufficialmente, il centrodestra mette nel mirino Pustetto, che ha preso parte alla votazione, e pone un problema di bon ton istituzionale infranto da parte della maggioranza. Ma basta poco per dare la stura alle vere cannonate. Per Renzo Tondo «è grave che Forza Italia non abbia votato per il centrodestra al ballottaggio. Abbiamo toccato il fondo. Adesso – ha ironizzato - inizieremo a scavare».
Colautti (Ncd) stigmatizza l’atteggiamento di Pustetto «che ha condizionato l’esito del voto. Manca evidentemente la volontà del centrodestra di trovare un punto di incontro. Ci siamo fatti male tutti per fare un regalo al M5s». Santarossa recrimina perché «la presidenza spettava ad Autonomia Responsabile sin dall’inizio della legislatura. Abbiamo concesso quella posizione a Riccardi, e ci aspettavamo che i patti venissero rispettati in questa occasione. Complimenti a chi ha votato per Dal Zovo».
Il dimissionario De Anna è su tutte le furie e delega il suo capogruppo Riccardi, che non si tira certo indietro, e respinge gli attacchi: «Ci sono due elementi politici. Primo: la maggioranza si inserisce nei delicati e precari equilibri dell’opposizione. Fatto grave, ce lo ricorderemo. Secondo: sì, la coalizione è divisa.
Ma il centrodestra è ormai ovunque costituito da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. Chi rappresenta Autonomia Responsabile? E il Nuovo centrodestra che pontifica, è lo stesso che a Roma sostiene Renzi? Chi mi attacca si ricordi quante preferenze ho preso io, e poi faccia le sue valutazioni».
Poi l’affondo finale: «Se avessi voluto giocare una partita, lo avrei fatto in prima persona. Lo scontro tra me e Tondo c’è ed è evidente. Il problema è sotto gli occhi di tutti: lui pensa di essere ancora il presidente, mentre nella realtà non è a capo di nulla».
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