Il Centro Alzheimer chiuso altri tre mesi

SAN GIORGIO DI NOGARO
Resta chiuso fino al 31 gennaio 2021, per ragioni igienico sanitarie relative alle prescrizioni legate al Covid-19, il Centro semiresidenziale Alzheimer e demenza senile dell’Asp “Giovanni Chiabà” di San Giorgio di Nogaro, unico nel suo genere nella Bassa friulana. E resta chiuso, fino al 31 gennaio 2021, anche il Centro diurno per anziani e non autosufficienti ospitato sempre alla Chiabà, per le stesse motivazioni. A stabilirlo due ordinanze firmate dal sindaco Roberto Mattiussi.
Entrambe le strutture, chiuse dal 20 febbraio per ordinanza sindacale reiterata ogni mese, si trovano all’interno della Asp: il Centro diurno ospita 15 persone auto e non autosufficienti. Il Centro Alzheimer ne ospita 20, ed è l’unico nella Bassa friulana che sostiene i parenti che hanno familiari affetti da demenza senile in casa. Delusi i parenti delle persone affette da questa patologia: speravano in una riapertura a breve termine essendo ormai allo stremo nella gestione giornaliera di queste persone, ma questa non è giunta, anzi è stata dilazionata nel tempo.
Viene così prorogata la chiusura per tre mesi e mezzo di entrambi i centri. La decisione è stata presa «vista la situazione ambientale della struttura e considerata la necessità di mantenere le rafforzate misure di sorveglianza sanitaria per prevenire ed evitare l’espansione della malattia infettiva». «Letta la nota pervenutami dal presidente dell’Asp “G.Chiabà” Ivan Franco – prosegue il sindaco – con cui veniva richiesta la proroga della chiusura dei Centri semiresidenziali dell’Azienda fino al 31 gennaio 2021, la nuova data dell’emergenza nazionale e l’aumento dei casi di contagio in Fvg registrato nell’ultima settimana, si è deciso di non esporre a rischio di contagio la popolazione più fragile, come gli anziani, e di mantenere rafforzata la tutela della categoria di utenza prolungando la chiusura dei due Centri».
Intanto, per quanto riguarda le visite dei parenti alla Chiabà, come spiega il presidente dell’Asp Franco, «dalla prossima settimana verranno predisposte due postazioni sigillate e sicure, per gli incontri tra ospiti e familiari».
La Chiabà ha registrato durante il lockdown 16 ospiti contagiati posti in quarantena nel reparto Covid-19 realizzato all’interno della struttura, di cui 8 sono deceduti. Invece sono stati 17 gli operatori tra diretti e indiretti risultati positivi al test. L’Asp attualmente ospita 140 persone assistite da 120 addetti. —
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