Il caso della tortora uccisa finisce sul tavolo del ministro

Udine, Lav all’attacco dopo la morte dell’animale in una scuola. In campo anche l’Oipa

UDINE. La vicenda della tortorella uccisa a scuola da un professore arriva – su iniziativa della Lav – sui tavoli del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia e del dirigente scolastico dell’istituto coinvolto.

La Lega antivivisezione chiede di identificare l’insegnante di una scuola della Bassa friulana che avrebbe ucciso una tortora in difficoltà, schiacciandole la testa e il ventre, di fronte agli alunni che chiedevano di soccorrerla.

La Lav chiede alle Autorità competenti le opportune sanzioni disciplinari, se i fatti fossero confermati nella loro gravità e responsabilità. Al contempo, l’ufficio legale dell’associazione sta predisponendo una denuncia in sede penale, affinché anche la magistratura faccia luce sull’accaduto.

La Lav ricorda «che l’uccisione di animale è punita dall’articolo 544 bis del codice penale e, nel caso di specie, i fatti sono ancora più gravi visto l’esempio assolutamente negativo offerto agli alunni, quando è riconosciuto come l’empatia sia una caratteristica psicologica primaria da sviluppare in età evolutiva».

La condotta corretta da parte dell’insegnante – prosegue la Lav – e rispettosa delle normative a tutela della fauna selvatica avrebbe dovuto e potuto fare riferimento a un Centro di recupero, in modo da garantire assistenza alla tortora ferita, educando gli studenti a un approccio civile alla sofferenza altrui e garantendo ogni possibile assistenza al volatile.

Su questo caso prende decisamente posizione anche l’Organizzazione internazionale protezione animali (sezione di Udine) che in particolare intende rispondere a quanto affermato dal presidente regionale di Federcaccia – avvocato Paolo Viezzi – , il quale aveva pubblicamente criticato il “linciaggio” morale subìto dal professore.

«Pur essendo consapevoli delle altre piaghe che al momento affliggono la società e il mondo intero – sottolinea l’Oipa – , noi del nostro ambito ci occupiamo. Già da questa premessa appare completamente inutile denigrare la questione dell'uccisione della tortora.

«Che il fatto sia accaduto o meno e da chi, saranno le autorità competenti ad appurarlo e a procedere come la legge prevede – rimarca l’Oipa – , ma rimane il fatto che atti di questo tipo rimangono, purtroppo, quasi all'ordine del giorno e oltre ad evidenziare una enorme inutilità e crudeltà del gesto, sottolineano quanto poco rispetto ci sia per creature viventi che nulla ci chiedono o pretendono da noi».

«Fortunatamente – prosegue l’Organizzazione internazionale protezione animali – , moltissime sono le persone che, con coscienza e intelligenza, comprendono il concetto e concordano con questo pensiero, e ciò è dimostrato dal fatto che in soli due giorni già quasi in duemila hanno firmato la petizione da noi lanciata in cui si chiede chiarezza e giustizia in merito alla vicenda.

In conclusione, visto che gli animalisti sono considerati persone deviate per il loro pensiero, fa riflettere la frase di Lev Tolstoj, che animalista non era ma qualcosa di interessante nella sua vita ha fatto: «Uccidendo, l'uomo sopprime anche in se stesso le più alte capacità spirituali, l'amore e la compassione per le altre creature viventi e, sopprimendo questi sentimenti, diventa crudele».

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