Il caos degli scuolabus, l’azienda di Lecce si difende: "Stiamo lavorando per dare un servizio di qualità"

UDINE. «La convenzione dura tre anni, l’appalto cinque: per far partire bene il servizio abbiamo chiesto un rinvio. È successo nei Comuni in cui non sono stati accettati i mezzi sostitutivi. Ci teniamo a lavorare bene e a garantire la migliore efficienza possibile». Da Lecce, Eliana De Gennaro, la responsabile della comunicazione della Tundo Vincenzo Spa, chiarisce caso per caso l’accaduto. «Otto comuni sono partiti, sette hanno rinviato e altri due o tre hanno chiesto fin dall’inizio un’altra data di avvio» spiega elencando le difficoltà riscontrate nella selezione degli autisti visto che dall’azienda precedente hanno assorbito solo gli accompagnatori.

«Nel momento in cui sono raddoppiati i mezzi abbiamo dovuto raddoppiare anche il personale e non è stato facile trovarlo» aggiunge De Gennaro assicurando che «gli autisti con i mezzi sono tutti sul posto». Entrando nel dettaglio della casistica, invece, De Gennario conferma che un mezzo a Mereto di Tomba «a seguito di un guasto improvviso non è partito», mentre a Treppo Grande il servizio è stato rinviato per «cause non imputabili all’azienda: le targhe dei nuovi mezzi ci sono state consegnate in ritardo». Tarcento, continua la responsabile della comunicazione della Tundo, «ha chesto un’integrazione della documentazione, Latisana e Lignano hanno affidato a un’ altra ditta e noi subentreremo allo scadere del contratto».

La Tundo stima di garantire il servizio in tutti i comuni entro l’1 ottobre, data di scadenza dei contratti di Latisana e Lignano che in questi giorni si avvalgono di una ditta slovena. La Tundo insiste a dire che utilizzerà mezzi nuovi che, in questo momento, sta immatricolando. Da qui i ritardi nella consegna degli scuolabus. «L’Azienda è già proprietaria dei mezzi, attende le targhe per poterli spostare».



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