Il blitz di “Save”: protesta animalista davanti al macello

cordenons. Una carezza, uno sguardo e poi l’ultimo saluto agli animali prima di essere macellati: il blitz pacifista di “Animal save” ieri mattina alle 8, in via San Michele. «Veglia davanti all’ingresso del mattatoio pordenonese per essere vicini agli animali – ha detto la liceale animalista Elisabetta Testa con l’attivista di “Save” Simone Scampoli –. A Cordenons abbiamo voluto dare l’ultimo saluto, con un gesto di affetto per far sentire il calore umano a tutti gli esemplari destinati alla morte».
La veglia si ripetete da alcuni mesi in molte città italiane: pacifica e solidale. «Abbiamo chiesto con un cartello ai camionisti di fermarsi per fare un’ultima carezza, un pensiero agli animali sui veicoli – ha aggiunto Scampoli, organizzatore delle veglie per gli animali –. A volte capita di riuscire a liberarne uno, per sottrarlo dal macello e inserirlo in un “santuario” protetto».
Un blitz pacifico con l’obiettivo di sensibilizzare la gente sui diritti animali. «Cerchiamo sempre di parlare con chi guida i camion ma anche con i proprietari del macello, perché aggredirli e attaccarli non servirebbe a nulla – hanno aggiunto gli animalisti “Save” –. È chiaro che non condividiamo quello che fanno, ma cerchiamo di spiegare il nostro punto di vista e ci mettiamo nella posizione delle vittime che sono sui camion. Qualche volta il dialogo ci ha permesso di salvare degli agnelli».
Hanno chiesto un minuto di compassione a Cordenons: per fermare i camion diretti verso il mattatoio e donare qualche minuto di affetto autentico.
«Sono definiti animali da reddito ma si tratta di vite destinate alla sofferenza e morte – ancora Scampoli –. Il nostro sogno è quello di salvare gli animali e cerchiamo di sensibilizzare chi li porta al mattatoio e li elimina: per spiegare che una mucca è una forma di vita da rispettare».
Il gruppo di “Pordenone animal save” è nella rete “The save movement” partita in Canada nel 2010 e poi diffusa in tutto il mondo. «Nuova sensibilità per mucche, maiali, polli che siamo abituati a vederli a pezzi e impacchettati sugli scaffali dei supermercati: non siamo contro chi lavora in queste strutture. Ma contestiamo il sistema che conduce gli animali alla macellazione» . –
C.B.
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