Idealscala si dà un mese per capire cosa fare

Si cercherà di verificare se esiste la possibilità di dare avvio a progetti imprenditoriali alternativi
Di Giulia Sacchi

La coop Idealscala si dà tempo ancora un mese per decidere il proprio futuro. Intenzione e desiderio di proseguire per dare vita a un progetto industriale che possa garantire una ricollocazione almeno a una parte dei 384 ex dipendenti dell’Ideal Standard di Orcenico si stanno via via esaurendo. Che l’entusiasmo avrebbe prima o poi cominciato a spegnersi era prevedibile: la vertenza con la multinazionale si trascina da oltre un anno (la coop è stata costituita a luglio 2014), non si è mai arrivati a una svolta e gli schiaffi che gli ex lavoratori sono stati costretti a subire da parte dall’azienda sono stati troppi.

Dinanzi a un percorso travagliato e inconcludente, sconforto e disillusione delle ex maestranze non stupiscono. Altro aspetto di cui non si può non tenere conto è la scadenza degli ammortizzatori sociali: la mobilità è agli sgoccioli e molti addetti sono con l’acqua alla gola. Per garantire alle famiglie l’essenziale, sono quindi costretti a guardarsi altrove e a trovare, quanto prima, un’occupazione. In poche parole, le ex maestranze non hanno più tempo da sprecare in un’attesa che sinora si è rivelata vana (di certo non per colpa loro).

Ieri il presidente di Idealscala ha incontrato i componenti del cda per fare il punto e valutare come proseguire. All’incontro hanno preso parte il vicepresidente Franco Sartori, i consiglieri Gian Mario Petozzi, Narciso Fabbro e Domenico Rago e il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol. «Abbiamo deciso di prenderci un mese di tempo – ha fatto sapere Vendrame –. Dedicheremo febbraio a verificare se esiste, nel concreto, la possibilità di percorrere strade alternative per dare avvio a nuovi progetti imprenditoriali. Raccoglieremo le informazioni necessarie e poi valuteremo il da farsi». Nuovi progetti che potrebbero riguardare settori anche diversi dalla ceramica.

Il vicegovernatore Sergio Bolzonello ha dichiarato che «le risorse per dare concretezza a ipotesi di nuova impresa ci sono» e che i settori in cui potrebbero essere avviate nuove avventure industriali potrebbero essere quelli dell’agroalimentare, della meccanica e delle tecnologie marittime. Un percorso, comunque, tutto da costruire. Da capire cosa deciderà Idealscala dopo questo mese di riflessione e quanti ex addetti saranno pronti a scommettere ancora. La coop, nei mesi scorsi, ha già perso qualche pezzo: al di là dei cambiamenti interni al cda, che hanno visto coinvolti prima Petozzi (era presidente di Idealscala) e poi Fabbro (inizialmente vicepresidente), sono arrivate anche le dimissioni di Arnaldo Bravin, nominato lo scorso marzo manager di Idealscala.

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