Ideal Standard, martedì il vertice a Roma. L’azienda conferma: si chiude

Incontro per la cassa in deroga, ma i dirigenti confermano la scelta fatta un anno fa. Il ministro Poletti: «Dalla proprietà una decisione inaccettabile

PORDENONE. È in programma martedì al ministero del Lavoro l'incontro decisivo per conoscere il futuro dei 399 lavoratori dello stabilimento di Orcenico di Ideal Standard. All’indomani dell’incontro in Provincia, è arrivata la convocazione da Roma del tavolo di concertazione, fissato per le 11, cui parteciperà il sottosegretario di Stato Teresa Bellanova. Ma non ci sono buone notizie per i dipendenti.

Ideal Standard ha «ribadito la volontà di individuare una soluzione per mitigare l'impatto della chiusura dello stabilimento di Orcenico». La chiusura, ricorda l’azienda, è stata annunciata alle parti sociali 12 mesi fa. L’azienda ricorda anche che la chiusura dello stabilimento è prevista «dagli accordi del 15 e del 22 maggio» ed è già stata «presentata alle istituzioni e alle parti sociali con il piano industriale 2014-2016».

L’invito è stato inoltrato ad azienda, ministero dello Sviluppo economico, Regione, Provincia, Confindustria nazionale, Confindustria ceramica Sassuolo, sindacati e Italia lavoro. In quella sede si cercherà, per l’ultima volta, di convincere Ideal Standard a concedere una chance agli addetti di Orcenico e all’iniziativa di costituire una coop per salvare lo stabilimento. Da chiarire anche la questione relativa alla cassa integrazione in deroga.

«Proseguiremo l’esame congiunto della situazione – hanno fatto sapere i sindacati –. L’aspetto importante è che ora l’azienda si è resa disponibile a individuare una soluzione rispetto alla cassa in deroga». Se a Roma non sarà raggiunta un’intesa, comunque, non saranno convocati ulteriori incontri. L’eventuale mancato accordo consentirà a Ideal Standard di procedere coi licenziamenti collettivi. L’azienda, in un comunicato, ha ribadito «la volontà di individuare una soluzione per mitigare l’impatto della chiusura di Orcenico». Ma non c’è più tempo per discutere: scaduti i 75 giorni che la legge assegna alle parti per ricercare un’intesa, i licenziamenti diventano esecutivi.

Mentre le parti cercheranno di trovare un accordo, i lavoratori manifesteranno davanti alla sede del ministero. Una cinquantina di addetti – ma potrebbero essere di più – andrà in bus nella capitale, mentre a Orcenico proseguirà il presidio permanete, con blocco delle merci in uscita. «Abbiamo ricevuto tante richieste di partecipazione alla manifestazione a Roma – dice Narciso Fabbro (Rsu Cgil) –. Per ora un bus è sicuro, ma stiamo valutando la possibilità di organizzarne un altro».

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Intanto, ieri durante il question time alla Camera, il deputato del M5S Walter Rizzetto ha chiesto lumi al ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulle iniziative da adottare per tutelare l’occupazione prima che sia troppo tardi. «Per tenere aperto il sito di Orcenico abbiamo bisogno di un minimo di disponibilità della proprietà – ha detto Poletti –. Siamo di fronte a una chiusura assolutamente inspiegabile e inaccettabile, che non consente neppure un buon uso degli ammortizzatori. Anche nell'ultimo incontro al ministero dello Sviluppo, la proprietà ha ribadito la propria indisponibilità a chiedere la cassa e impedito la possibilità della costituzione di una cooperativa tra i lavoratori negando la possibilità di mantenere un minimo di attività produttiva. Lavoreremo ancora perché vorremmo tentare di mantenere attiva quell’impresa».

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