Ideal Standard: assorbiti al massimo 150 dipendenti

Cinquanta subito e il resto a regime. In uscita 248 su 398 Questo il piano della Coop per garantire il futuro a Orcenico

Cinquanta assunzioni nel primo anno di attività della coop Ceramiche Ideal Scala, per arrivare a 150 a regime. Queste le prospettive sul fronte occupazionale del progetto di reindustrializzazione del sito di Orcenico, che vedrebbe tagliati fuori, comunque, 248 dei 398 ex addetti.

Un progetto su cui, dal punto di vista della struttura finanziaria, i lavoratori investirebbero l’indennità di mobilità. Garantiti, inoltre, l’intervento di Coop Fond e incentivi dal fondo di rotazione del Mise (Cfi). Rispetto agli impianti, è ipotizzata la necessità di mantenere circa metà della superficie del capannone e dei macchinari.

Ma prima della trasmissione del piano a Ideal Standard, la coop ha chiesto la sottoscrizione di un accordo di confidenzialità e riservatezza, esattamente come ha fatto la multinazionale con Ideal Scala in avvio di negoziazione. Un documento che, in poche parole, impegna l’azienda a non divulgare i dati di cui entrerà in possesso. Una volta ottenuto l’atto firmato, la coop è pronta all’inoltro immediato del business plan, ritenuto dai manager aziendali fondamentale per la prosecuzione della negoziazione. Proprio in virtù della mancata presentazione del progetto, la multinazionale ha rotto la trattativa a Roma. Un documento su cui l'azienda dovrà poi esprimere un parere: Mise e Regione, è giusto ricordarlo, si sono espressi positivamente. E’ chiaro, però, che le valutazioni della multinazionale sono fondamentali per capire l’eventuale concessione, a condizioni di favore, degli asset necessari all’avvio operativo della nuova realtà imprenditoriale.

Per ora, Ideal Standard sta vagliando l’accordo trasmesso, assieme ai propri legali, «come da prassi», ha tenuto a precisare. «Nella ripartenza dell’attività, saranno coinvolti 50 addetti: ipotizzarne di più sarebbe un’utopia – hanno dichiarato i vertici della coop –. Dopo il primo anno, effettueremo valutazioni sulla base di risultati e andamento del mercato. Il Mise ha apprezzato la prudenza che caratterizza le scelte alla base del progetto, sia per quanto riguarda i volumi prodotti e la loro tipologia, che privilegia l'alto di gamma, sia per quel che riguarda gli aspetti occupazionali».

Rispetto, invece, agli impianti, «siamo interessati in primis alle macchine monostampo Avm e alla cella di sviluppo, che serve per testare i nuovi prodotti. Macchinari del reparto Fast, fiore all'occhiello dello stabilimento e l'ultimo nato. Un reparto che, a livello produttivo, può fare la differenza in termini di numeri».

Quanto alla trasmissione del piano, il presidente della coop Gian Mario Petozzi ha precisato che «lo invieremo come segnale di ennesima apertura al negoziato, dopo la già dichiarata disponibilità a far uscire gli impianti verso lo stabilimento di Trichiana. Siamo fiduciosi che una volta ricevuto il progetto, Ideal Standard potrà adempiere agli impegni assunti. Se l’azienda non permetterà alla cooperativa di intraprendere una nuova attività, concedendo quanto previsto dagli accordi, si aprirà una nuova fase sul piano legale a tutela dei soci lavoratori che risulteranno a quel punto essere stati raggirati».

Giulia Sacchi

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