I rituali del commiato in Friuli: al Museo Etnografico di Udine apre la mostra «Sulla soglia»
L'esposizione a Palazzo Giacomelli racconta il passaggio dal lutto comunitario alla dimensione privata attraverso le fotografie di Carlo Innocenti, suoni e reperti storici

Come è cambiato il nostro rapporto con la morte? E che cosa resta oggi dei rituali, dei gesti e delle consuetudini attraverso cui le comunità friulane hanno accompagnato per secoli il momento del commiato?
Parte da queste domande “Sulla soglia. Simboli e rituali della morte in Friuli con le fotografie di Carlo Innocenti”, la nuova mostra del Museo etnografico del Friuli, che aprirà domani alle 17 a palazzo Giacomelli.
Curata da Pamela Pielich e Caterina Vidon, l’esposizione costruisce un percorso tra antropologia, fotografia, memoria orale e patrimonio storico per raccontare una trasformazione profonda: il passaggio da una morte vissuta come evento comunitario, domestico e condiviso a un’esperienza sempre più privata, spesso affidata agli spazi sanitari e progressivamente separata dai rituali collettivi che a lungo l’avevano accompagnata.
«Questa mostra, grazie agli scatti di Carlo Innocenti, affronta un tema che riguarda ciascuno di noi, ma che la società contemporanea tende spesso a rimuovere dallo spazio pubblico», sottolinea l’assessore alla Cultura Federico Pirone. «Il museo etnografico ci permette invece di osservare come una comunità abbia costruito nel tempo gesti, parole, simboli e rituali per accompagnare la perdita. Mettiamo il patrimonio museale in relazione con le domande del presente, grazie allo sguardo antropologico delle due curatrici».
Fino alla seconda metà del Novecento anche in Friuli la morte coinvolgeva l’intera comunità. La veglia si svolgeva in casa, il vicinato partecipava al lutto, gesti, parole e consuetudini aiutavano le famiglie a dare forma al dolore. La progressiva medicalizzazione della morte, insieme alla diffusione della cremazione e alla trasformazione degli stessi luoghi del commiato, ha modificato questa esperienza, riducendo anche molte delle tracce materiali e simboliche attraverso cui veniva custodita la memoria. Così, tra passato e presente, si sviluppa la mostra. Il cuore visivo del percorso è costituito dalle fotografie di Carlo Innocenti, che restituiscono simboli, luoghi e testimonianze materiali legate alla morte e al ricordo. Alle immagini si affiancano le testimonianze anonime raccolte nell’ambito dei laboratori filosofici di cura di Reu – Ritorno all’essere umani.
La dimensione della memoria collettiva trova spazio anche nell’installazione sonora curata da Roberto Frisano e Valter Colle, che riporta nelle sale di palazzo Giacomelli canti rituali, preghiere e testimonianze orali. Un patrimonio immateriale che racconta anche la ricchezza linguistica del Friuli.
Il percorso permette di riscoprire significativi beni delle collezioni civiche udinesi. Tra questi le storiche divise dei becchini e l’album fotografico Ciccinelli, realizzato da Brisighelli, testimonianza dell’iconografia e delle consuetudini legate al lutto nel territorio.
Un approfondimento sarà dedicato alla monumentale carrozza funebre appartenente alle collezioni civiche, conosciuta per aver trasportato la salma dell’arciduca Francesco Ferdinando. Il manufatto, che per ragioni conservative non sarà esposto fisicamente, sarà raccontato attraverso uno studio curato dallo storico dell’arte e conservatore Fabio Franz. «Sulla soglia” non intende soltanto ricostruire riti e tradizioni del passato, ma interrogare il presente e il modo in cui le persone e le comunità affrontano oggi la perdita. La mostra sarà accompagnata da un calendario di incontri, visite guidate, approfondimenti e occasioni di confronto aperte alla cittadinanza, che permetteranno di sviluppare le diverse tematiche antropologiche e sociali proposte dal percorso espositivo.
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