I residenti chiedono maggiori controlli attorno alla caserma Cavarzerani

L’appello del comitato. «Scavalcano e si passano zaini e valige. Si vedono girare fino a tarda sera»

UDINE. La trasformazione dell’ex caserma Cavarzerani in un centro di accoglienza per richiedenti asilo non è mai stata accolta con entusiasmo dai residenti di via Cividale. Tra alti e bassi, la “convivenza” con gli abitanti del quartiere e i migranti va avanti da più di cinque anni. Ma in questo particolare periodo qualcosa è cambiato, e i movimenti che avvengono a ridosso delle entrate secondarie dell’ex struttura militare, preoccupano, e non poco, i cittadini.

A sollevare la questione è il “Comitato Cavarzerani” insieme all’amministratore di uno dei condomini che si affacciano sul centro di accoglienza. «Ultimamente si vede un po’ di tutto – chiariscono i residenti – bivacchi a ridosso delle mura perimetrali, migranti che passano borse e zaini all’interno, persone che scavalcano, episodi di spaccio e di prostituzione». Ce n’è per tutti i gusti ascoltando i racconti degli abitanti, che in molti casi hanno documentato con video e foto gli episodi considerati più sospetti.

«Al di là degli scambi di oggetti o di chissà che sostanze tra chi si trova all’interno dell’ex caserma e chi è fuori – ammette l’amministratore del condominio “Residenza Ibc”, Flavio Cosatto – purtroppo vicino ai muri della nostra struttura ci imbattiamo spesso nei resti dei bisogni fisiologici di chi frequenta il centro di accoglienza, e ultimamente troviamo anche molte mascherine abbandonate. Servirebbero più controlli attorno al perimetro dell’ex caserma».

Il gruppo di residenti che si rifà al Comitato ormai conosce a memoria abitudini e spostamenti dei migranti: «Quelli che scavalcano o che passano zaini e valigie oltre la recinzione – continua Cosatto – hanno sempre una persona all’interno che li aspetta o gli fornisce le indicazioni utili per raggiungere via Cividale. Rispetto a qualche anno fa gli ospiti della Cavarzerani si vedono girare fino a tarda sera e si sentono spesso schiamazzi e rumori provenire anche dalle palazzine abbandonate. Sembra ci siano meno controlli all’interno».

Con gli arrivi degli ultimi giorni, la preoccupazione dei residenti è in aumento, soprattutto per i rischi legati al Coronavirus: «Dopo aver fatto i tamponi, queste persone dove sono portate? Com’è gestita la loro quarantena? Come possiamo stare tranquilli noi che abitiamo a qualche metro di distanza dalla caserma? ». I cittadini chiedono una maggiore cura delle pertinenze del centro di accoglienza, con uno sfalcio dell’erba più frequente e con il taglio dell’unica pianta rimasta davanti dell’ingresso, «l’albero degli orrori», come l’hanno soprannominato.

La cooperativa che gestisce la struttura, la Medihospes di Bari, assicura che la situazione è sotto controllo e che la gestione prosegue secondo i protocolli fissati con la prefettura. Nessun accenno al fenomeno degli scavalcamenti della recinzione da parte di alcuni migranti.—

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