I giovani coperti da una tuta verde tra i soccorritori

I quarant'anni del terremoto del 1976 in Friuli. I ricordi di Giancarlo Leoncini in un libro

UDINE. Giancarlo Leoncini, nella fase dell’emergenza rappresentò la Regione al Centro operativo di Osoppo, ricevendo la cittadinanza onoraria di Bordano. Scrisse “Il braccio e il cuore dei fratelli in divisa” per documentare l’impegno dei militari nelle zone distrutte. Ecco alcune parti.

«In quella notte di tragedia e di terrore, diradatasi ormai la densa ed acre nube di polvere che aveva avvolto ogni cosa, sono entrati nelle macerie i primi soccorritori, guidati dal fascio di luce bianca e gelida di una fotoelettrica piazzata all’ingresso del paese.

Si è trattato di un incontro drammatico tra i superstiti impauriti, che indicavano i cumuli sotto i quali erano rimasti prigionieri morti e feriti, e le ignote figure umane che si prodigavano con ogni mezzo per salvare quante più vite fosse possibile.

Chi erano questi giovani, coperti da una tuta verde come coloro che li precedevano dando ordini e consigli sul modo di operare? ...

Soltanto all’alba si sono cominciati a distinguere i volti e le divise impolverati e gli osoppani hanno capito che diversi loro cari erano stati salvati dai bersaglieri, dai carabinieri e dai vigili del fuoco, che hanno poi lavorato senza sosta per l’interminabile giornata ed oltre, fintanto che una voce anche flebile si poteva percepire da sotto le case crollate.

Dalla conoscenza all’amicizia il passo è stato breve, perché le lacrime uniscono e cementano, quando sono versate da ambo le parti in una commozione che non risparmia né i ventenni, né gli uomini più temprati...

Ai bersaglieri dell’8.a brigata Garibaldi dell’Ariete si sono affiancati tanti reparti e specialità: tra questi i carabinieri del XIII battaglione mobile di Gorizia, i vigili del fuoco della Toscana e dell’Emilia, i genieri del battaglione Bolsena del V corpo d’armata, i vigili urbani di Verona e di diverse città italiane».

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto