I gestori lasciano il Lambertenghi: «Inaccettabile andare avanti così»

FORNI AVOLTRI. Niente sottoscrizione pubblica per rimettere in sesto il rifugio Lambertenghi Romanin, non dal Comune di Forni Avoltri che si sta muovendo su altre traiettorie. E niente gestori, visto che Giulia Boiti, Stefano Donaer e Alex Graputti – che se ne sono occupati dal 2015 –, nei giorni scorsi hanno fatto pervenire agli uffici comunali una comunicazione di recesso dal contratto.
«Abbiamo organizzato un incontro con tutti i soggetti interessati, progettisti, impresa, direttore dei lavori e amministrazione comunale il 22 novembre – annuncia il sindaco Sandra Romanin – in quella sede si è convenuto che si poteva aprire il rifugio in contemporanea al cantiere: l’impresa avrebbe iniziato a lavorare appena possibile per poi sospendere i lavori a metà luglio, quando si registra il maggior afflusso turistico, per riprendere alla fine di agosto e andare avanti fino a quando fosse stato possibile. Ci siamo lasciati con questo impegno la settimana scorsa» fa il punto il sindaco. Poi però i gestori hanno mandato la comunicazione di recesso.
«L’assenza di certezze inerenti la relativa tempistica – hanno scritto nella missiva – nonché la correlata scadenza del contratto di gestione in essere per il 22 maggio 2021, rendono di fatto impossibile l’organizzazione dell’attività lavorativa sottesa alla gestione stessa trasformando il rischio di impresa. È evidente che la prospettata apertura del rifugio per i soli mesi centrali del periodo estivo, ma senza alcuna predeterminazione, se non del tutto approssimativa, della data e, comunque, in condizioni di lavori in corso o sospesi, non siano accettabili».
A segnalarlo è la capogruppo di minoranza Eliana Gerin che punta l’indice sulla giunta. «Nell’ultima seduta di consiglio comunale, il sindaco ha risposto all’interrogazione della minoranza riguardo la chiusura a tempo indeterminato del rifugio. Supportata dall’assessore Manuele Ferrari, ha rigettato la proposta della minoranza di impegnare parte dei 90 mila euro di avanzo libero per tale scopo. Sicuramente non erano sufficienti a risolvere il problema – osserva –, ma avrebbero dato un segnale politico alla comunità, ai gestori e agli enti regionali, di una forte volontà a intervenire su un sito di importante valenza turistica. Inoltre è stata respinta al mittente l’iniziativa lanciata dal vicepresidente del consiglio regionale Stefano Mazzolini di aprire una raccolta fondi».
Romanin ricorda che l’amministrazione sta programmando i primi due lotti di lavoro per 600 mila euro e cerca fondi per completare l’ultimo lotto. «Non ha senso – commenta – destinare somme finché non abbiamo definito la spesa che sarà necessaria. Né spetta al Comune aprire sottoscrizioni, noi proseguiamo con la ricerca dei fondi confidando di partire presto con i lavori».
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