I dipendenti ancora a rischio sono 50 mila

E 14.600 addetti, oggi in cassa, potrebbero perdere il posto. In fumo il 17% dei ricavi delle aziende

TRIESTE. Pensante l’eredità della crisi sul manifatturiero del Fvg che «è e rimane strategico anche nel ruolo di traino degli altri settori e dei consumi». A misurarla un lavoro di analisi che la Regione ha richiesto condotto su 400 aziende del Fvg, dalle piccole alle medie alle grandi imprese, e i rispettivi bilanci.

Il vicepresidente Sergio Bolzonello ha presentato ieri in commissione i risultati di questa indagine dalla quale si evidenzia che le imprese manifatturiere hanno perso il 17 per cento dei ricavi, il 18,5 per cento dell’occupazione dipendente, mille imprese manifatturiere, mentre l’export segna -17,3 per cento (equivalenti a 2,5 miliardi in valore in meno). Ultimo elemento: il credit crunch che ha significato -1,8 miliardi di prestiti in meno, con un -21,6 per centro nell’ultimo triennio (2011-2014).

Altri dati snocciolati dal vicepresidente riguardano i lavoratori del comparto manifatturiero coinvolti dalla cassa integrazione (potenziali esuberi), 14 mila 600, pari al 12 per cento del totale occupati del settore, dato che porta a 50 mila gli occupati a rischio. L’analisi si è occupata anche di valutare lo stato di salute delle imprese friulgiuliane del comparto manifatturiero «con l’obiettivo del rilancio», ha sottolineato Bolzonello, che dichiara «tre certezze granitiche.

La prima è che il settore è vivo e vegeto in questa regione, ed è indispensabile per gli altri settori di attività. La seconda è che il mondo imprenditoriale attivo nel comparto è affidabile e sta immettendo risorse nelle imprese. La patrimonializzazione, nel passato recente molto bassa, oggi viene vista come il pilastro dell’azienda. Infine è necessario nel nostro piano di politiche industriali, costruire un partenariato pubblico-privato».

Dall’indagine è emerso inoltre che il 6,6 per cento delle imprese (che occupano l’11,7 per cento dei lavoratori del settore) è in forte sviluppo; il 13,5 per cento (12,7 per cento dei dipendenti) è in leggera crescita; il 39,9 per cento (25 per cento degli occupati) è stabile. Per contro il 13,2 per cento del campione (che rappresenta il 12,8 dell’occupazione) denuncia una situazione di lieve malessere; il 7,9 per cento (18 per cento degli occupati) patisce di un malessere ripetuto; il 13,2 per cento (8,9 per cento degli occupati) soffre di un malessere ripetuto e diffuso: vicina alla crisi dichiara di trovarsi il 7,3 per cento delle aziende (5 per cento degli addetti), mentre in grave crisi si trova il 6,1 per cento delle imprese con il 5,8 per cento degli addetti. Dividendo la casistica in aree macro: il 50 per cento delle imprese sta andando bene, il restante 50 per cento patisce difficoltà variabili. (e.d.g.)

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