I comitati alla Regione: si occupi della montagna

Barazzutti: la Serracchiani si è tenuta la delega, è una garanzia di impegno Ma gli ambientalisti chiedono garanzie su elettrodotto e centrale di Somplago
Tolmezzo 15-01-2011 manifestazione Telefoto Copyright PFP
Tolmezzo 15-01-2011 manifestazione Telefoto Copyright PFP

TOLMEZZO. Per il coordinamento dei Comitati dell’Alto Friuli c’è tanto lavoro da fare per la Regione sui temi ambientali ed è un bene che il presidente del Fvg, Debora Serracchiani, abbia trattenuto per sè la delega alla montagna. Essi la leggono come un’assunzione piena di responsabilità: la volontà di farsi carico direttamente dei problemi della montagna.

«Apprezziamo – dice Franceschino Barazzutti – che abbia deciso di non affidarla a proconsoli: non li volevamo», riferendosi ad assessori locali. I comitati a tal proposito chiedono «che la Regione cambi metodo nell’affrontare il problema montagna, da un lato evitando d’importare modelli “cittadini”, poiché la risoluzione dei problemi della montagna – osservano – si trova (e va trovata!) nella stessa montagna, dall’altro lato aprendo un tavolo permanente di consultazione con tutte le realtà operanti in montagna, Comitati compresi», per giungere a scelte condivise. Comitati che offrono il loro contributo di idee e proposte (su sfruttamento idroelettrico, progetto di pompaggio nel lago di Cavazzo, servizio idrico, elettrodotto Würmlach-Somplago, oleodotto Siot, mobilità, agricoltura, selvicoltura e filiera del legno, lavoro e occupazione, sanità, scuola e tanto altro), ma che non faranno sconti, fa intendere Barazzutti, se i numerosi temi di cui si è discusso in questi anni non saranno affrontati dalla governatrice.

«I problemi cronici della montagna – denunciano i comitati – giacciono tuttora irrisolti con l’aggravante di alcune emergenze ambientali, di sfruttamento coloniale delle risorse della montagna sorte negli ultimi anni». Sullo sfruttamento idroelettrico i comitati propongono una serie di suggerimenti sul rilascio delle concessioni, su una società elettrica che la Regione potrebbe costituire, e con proposte ad hoc per la Carnia, ma anche con maggiore attenzione all’acqua che da subito deve restare nei fiumi.

Sulla centrale di Somplago i comitati non condividono la posizione sul progetto Edipower di pompaggio nel lago di Cavazzo espressa nel recente convegno di Alesso da Serracchiani, secondo cui hanno fatto bene i sindaci a trattare sulle compensazioni. E fanno sapere che vigileranno finché il progetto non sarà accantonato definitivamente (Edipower ha comunicato che l’opera è esclusa dal piano industriale 2013-2015), mentre insistono sulla necessità della rinaturalizzazione del lago, portando gli scarichi della centrale fuori dal lago. Sull’elettrodotto Würmlach-Somplago incalzano sulla soluzione interrata. E al convegno a Preone l’8 giugno è atteso anche l’assessore tirolese all’ambiente.

Tanja Ariis

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