I colleghi ricordano Marzio Strassoldo costruttore dell’ateneo

Un anno fa è scomparso Marzio Strassoldo, rettore dell’ateneo friulano dal 1992 al 2001. Sono stato per anni suo delegato e ne ho conosciuto la tempra e la determinazione.
Marzio Strassoldo giunse a Udine, alla facoltà di Scienze economiche e bancarie, nel 1987, come docente di Contabilità economica nazionale. Il rettore Franco Frilli lo nominò presto prorettore vicario, ruolo che svolse fino al 1992, quando lo sostituì al rettorato. Vi rimase per tre trienni, fino al 2001, lasciando il posto a Furio Honsell e venendo eletto presidente della Provincia di Udine. Negli anni Novanta l’ateneo della nostra città aveva poco più di un decennio e dopo lo slancio e gli investimenti della fase di impianto era giunto a un delicato passaggio. Contava allora oltre 400 docenti e circa 8.600 studenti iscritti, dopo una crescita del 20 per cento in media all’anno negli otto anni precedenti: una vera e propria esplosione che sopravanzava ampiamente il trend di crescita delle università italiane. L’ateneo era organizzato, oltre che in un Policlinico e in un’Azienda agraria, in sette facoltà, divise in quattro poli, gli attuali. Molti spazi erano stati acquisiti, il programma edilizio procedeva e fervevano i lavori ma stavano esaurendosi i fondi ottenuti con le leggi speciali della ricostruzione. Oltre a ciò, si stava aprendo per il Paese una fase di restrizione del budget pubblico che avrebbe rischiato di mettere a repentaglio la vita stessa dell’ateneo.
Vi erano poi altri problemi, non meno seri. A esempio la questione della programmazione universitaria regionale e triveneta. Rettasi sul principio non scritto ma fortemente condizionante della non concorrenzialità con la sede triestina, l’università di Udine si trovava a fronteggiare la nascita nel Veneto di facoltà e corsi di studio analoghi o coincidenti con quelli di Udine.
Le linee dell’attività di Marzio Strassoldo come rettore seguirono fedelmente e tenacemente queste direttrici: il consolidamento della macchina universitaria e delle sue strutture; la crescita dell’offerta didattica per stare al passo di una domanda costantemente al rialzo; l’affermazione dell’ateneo come realtà primaria regionale e del Friuli storico, tanto sul piano culturale e scientifico, quanto su quello economico e produttivo.
Con un eufemismo si può dire che i nove anni del rettorato Strassoldo non furono anni tranquilli. Nel corso del suo mandato cambiarono 9 presidenti del consiglio, 8 ministri dell’Università e della ricerca, 8 presidenti della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia. Si trattò di una fase di caotica trasformazione delle nostre istituzioni e del sistema politico, che ha visto scomparire i grandi partiti di massa e affermarsi nuove formazioni partitiche, in una congiuntura economica difficile.
L’avanzamento dell’ateneo friulano, tuttavia, proseguì, consolidandosi, e questo è un merito che va pienamente ascritto all’economista e statistico friulano. Si strutturò meglio, a esempio, la sede pordenonese e dopo una lunga fase di impianto, che coinvolse a fondo l’amministrazione locale, si diede vita alla sede di Gorizia, aprendo nell’anno accademico 1994/1995 il corso di Traduttori e interpreti. Decisivo fu il ruolo di Strassoldo nel dare alla luce uno Statuto che mutava le competenze di Consiglio d’amministrazione e Senato accademico e introduceva il Consiglio degli studenti e il garante, e di un regolamento generale di ateneo. Insomma, terminata la fase pionieristica dell’avvio, l’ateneo acquisiva un’architettura normativa e istituzionale che lo metteva al riparo dalle incertezze.
I numeri degli studenti continuarono a crescere e molte famiglie friulane poterono avere, per la prima volta, una figlia o un figlio laureati: oltrepassati i 10 mila iscritti nel 1993, gli studenti toccarono le 11 mila unità nel 1995 proseguendo negli anni successivi la crescita, inevitabilmente meno tumultuosa ma costante, fino alle 16.000 unità degli anni 2000. Alle sette facoltà si sarebbero aggiunte quella di Scienze della formazione, quindi Veterinaria e Giurisprudenza. Nel 1995 Strassoldo promosse la fondazione del Centro interdipartimentale di ricerca sulla cultura e la lingua del Friuli, il Cirf, al quale si sarebbe dedicato fino agli ultimi giorni. Avviò, sempre nel 1995, la costituzione di Friuli formazione e nel 1999 di Friuli innovazione.
Il suo generoso impegno per la valorizzazione della cultura e della società friulana si è dispiegato fino agli ultimi mesi della sua vita. Le sue azioni, volte a tenere sempre alta la bandiera dell’universitât dal Friûl, sono legate da un unico filo rosso: quello tessuto per far crescere la comunità territoriale. Marzio Strassoldo è stato uno dei protagonisti della breve, ma intensa storia del nostro Ateneo, uno dei suoi costruttori.
magnifico rettore
dell’ateneo friulano
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