I Cittadini: no a un Pd lontano dalla gente
Malattia confermato alla guida del movimento: restiamo una civica, appoggeremo Illy
UDINE. No al partito democratico per le regionali 2008, sì a Riccardo Illy candidato. I Cittadini scelgono di restare lista civica e rilanciano il patto del 2003, garantendo al governatore «convinto appoggio», ma fuori dal nuovo soggetto che sta nascendo in queste ore dai congressi di Ds e Margherita. Con questo progetto, il leader Bruno Malattia è stato riconfermato ieri per acclamazione alla guida del movimento. All'assemblea regionale, alla sala Paolino D'Aquileia di Udine, forse non c'erano tutti i 350 soci, ma il messaggio di Malattia è giunto forte e chiaro comunque, fino a Roma e a Firenze. Dove alle prese col partito democratico i big diessini e margheritini attendevano l'ufficializzazione della linea politica dell'alleato più scomodo di Intesa democratica. Niente adesione al Pd, solo un osservatorio esterno.
Che sembra sottolineare il ruolo che Malattia rilancia per le civiche: vigilare e fare «la guardia ai partiti», denuncia, «io ho visto l'odio negli occhi degli ex Dc quando in consiglio ho proposto un limite di mandato per i politici». Quel che è certo è che in campo, loro, nel 2008 ci saranno. Con un programma di pochi punti: donne, isola linguistica, altroché friulano, leggi semplici e chiare. Ma se dalla prima fila Enrico Bertossi giudica prematuro decidere se la civica nel 2008 potrà portare il nome e le insegne di Illy, visto che la ricandidatura è probabile ma non scontata, dal palco Malattia non dice solo no al Pd, ma al partitismo. «Restiamo fuori ma seguiamo con attenzione il processo costitutivo - dice il presidente di Una Regione in comune e coordinatore nazionale delle liste civiche -. L'importanza di avere una lista civica a sostegno di una candidatura di Illy anche nel 2008 è quella di rivolgersi a elettori che non capirebbero una nostra adesione al partito democratico, almeno non a scatola chiusa». Secondo Malattia, «se anche il processo del Pd dovesse completarsi o progredire in Fvg per ottenere un risultato positivo è indispensabile quindi l'apporto di una lista civica vera come la nostra - aggiunge -. Non siamo una lista civetta, nè la “longa manus” di nessuno ma crediamo in Illy e nel programma che abbiamo contributo a costruire con i partiti nel 2003, e così - ha concluso - faremo nel 2008».
Un impegno che Illy, pur senza venire all'assemblea si sente di sottoscrivere. Per ora non si cambia nome. Nè Malattia, nè altri big come Carlo Monai o Umberto Fortuna Drossi trovano giusta la strada, anche se appetitosa. «Anzi - dice Drossi - dobbiamo riflettere sul fatto che il nostro ruolo deve continuare anche dopo di lui». In sala qualche scettico c'è. Illy è più di un leader per quella gente. Ma loro ci provano. E vanno sul territorio. L'assemblea prima di rinnovare gli organi direttivi, cambia lo statuto, introducendo i coordinamenti provinciali, «allo scopo di rendere il movimento più articolato - ha spiegato Malattia - consentendo l'associazione non solo di persone fisiche, ma anche di liste civiche federate». Il loro compito sembra vigilare su quanto la politica va facendo. Un ruolo di controllo, quasi di supervisione “civica” dei partiti che - si sa - non è gradito da Ds e Margherita. Ma che, a sentire loro, andrebbe incentivato. «A volte - ammette Malattia - i nostri elettori non hanno capito perché accadevano certe cose, dobbiamo parlare la nostra lingua». Una questione di Dna, fa capire Malattia. «E' per questo che dobbiamo restare dialettici e non cascare nel tranello. Il Pd è una novità ma gli uomini sono sempre gli stessi. Sempre Zvech e Moretton. Se aderiamo continueranno gli allettamenti e le minacce».
E a chi agita il “popolo delle primarie” come panacea, Malattia risponde: «Quella gente voleva cacciare Berlusconi e non acclamare Prodi - dice - non basta. Ma se il Pd ha i gazebo, sappia che li avremo anche noi. E andremo presto fra la gente con una forte iniziativa». Sullo sfondo il caso-Udine. Nessuno ne parla. E' troppo presto. Sergio Cecotti era un alleato, ma ora i due viaggiatori hanno scelto strade diverse e proprio dai Cittadini potrebbe arrivare il nome forte per il capoluogo. C'è Enrico Bertossi, il super-assessore alle attività produttive. C'è Michela Del Piero. Ma Malattia lascia correre. E si limita a qualche battuta sulla nuova sede della Regione e la vendita di via San Francesco, additata come il palazzo della Prima repubblica. Forse una nota stonata, ammette, ma in un concerto buono.
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