I cittadini mobilitati: «No alla sala slot»

ROVEREDO IN PIANO. Scatta la protesta contro l’imminente apertura di una sala giochi a Roveredo in Piano. In paese, della presenza di un locale con videolottery e slot attivo sette giorni la settimana sulle 24 ore, «non si sentiva proprio l’esigenza», per dirla con le parole del sindaco Mara Giacomini. Dopo la comparsa dell’insegna del Royal prestige, così si chiamerà, la notizia dell’arrivo della sala slot è rimbalzata nel comune di seimila anime generando più di qualche malumore. Tanto che un gruppo di cittadini si sta già organizzando per promuovere una raccolta firme e dire “no” all’apertura.
Licenze. A generare perplessità non è solo la natura dell’esercizio, ma pure la sua collocazione, nel complesso commerciale all’ingresso del paese, su via Brentella. In bella vista, al pari delle grandi insegne che ieri mattina la polizia locale ha imposto agli operai (al lavoro sino a notte fonda) di ricoprire con un telo nero, una volta riscontrata l’assenza del permesso comunale sulla pubblicità. Richieste e autorizzazioni per la sala giochi non sono passati per gli uffici municipali, in quanto di competenza della questura di Pordenone.
Nulla, dunque, sino a due giorni fa, che lasciasse presagire l’arrivo delle slot. «La notizia ha sorpreso anche noi – rivela il sindaco Giacomini – Al Comune non viene chiesto alcun parere preventivo in merito. Se il locale rispetta i parametri di legge in che modo possiamo opporci? Non si tratta di fare un processo alle intenzioni o di criminalizzare un imprenditore, ma staremo attenti al rispetto dei parametri da parte di un esercizio che non abbiamo autorizzato». La questura, rende noto il primo cittadino, non ha ancora provveduto a concedere al licenza, in quanto non sono ancora avvenuti i sopralluoghi nel locale, dove anche ieri i lavori fervevano per garantire un’apertura in tempi brevi. Entro Natale, burocrazia permettendo.
Reazioni. Se i cittadini si stanno mobilitando contro la “casa” del gioco d’azzardo, non da meno sono i rappresentanti istituzionali. «Sono personalmente contraria al proliferare di sale giochi, a Roveredo come altrove», prende posizione la Giacomini. Tra le minoranze, dopo la bocciatura di Fabio Tamai (M5S), dichiarata attraverso Fb, arriva quella di Ezio Rossit (Centrodestra per Roveredo): «Si rovina la gente per mettere in tasca quattrini a poche persone – rimarca quest’ultimo – Purtroppo i Comuni hanno le mani legate, non me la sento di mettere in croce la maggioranza».
Ludopatia. La giunta roveredana, riunitasi ieri pomeriggio, ha dato il via libera a un ordine del giorno da sottoporre al consiglio comunale che ha per tema la ludopatia, ovvero la malattia che colpisce chi fa un uso smodato del gioco. Pura (e un po’ beffarda) coincidenza che il documento, sul quale l’amministrazione è al lavoro da qualche tempo, abbia ricevuto il via libera proprio ieri, mentre in paese si levava la protesta contro il nuovo “casinò” di via Brentella.
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