I cerebrolesi hanno la loro casa

UDINE. L’associazione Alessandra Clama centra l’obiettivo. Ieri mattina ha ufficialmente acquisito un alloggio che servirà ad ospitare i pazienti cerebrolesi in cura al “Gervasutta” di Udine e i loro familiari.
Ieri mattina, nello studio del notaio Frattasio, Donatella Bernardi, la mamma di Alessandra, ha firmato il rogito per l’acquisto, a nome dell’associazione che porta il nome della figlia, di un appartamento in via Gervasutta 14, nei pressi dell’istituto di medicina fisica e riabilitativa, struttura ospedaliera di riferimento regionale per il trattamento dei pazienti portatori di menomazioni neuromotorie, cardiorespiratorie e con patologie croniche polisistemiche disabilitanti.
La vicenda di Alessandra è nota. La giovane di Cervignano, oggi trentunenne, il 20 aprile 2010 era rimasta coinvolta in un terribile incidente. Erano le 6 del mattino e Alessandra, che all’epoca aveva 26 anni e risiedeva a Grado, stava percorrendo la regionale 352, diretta al panificio Bagolin di Terzo d’Aquileia, dove lavorava con la madre e un fratello.
Una perdita improvvisa di controllo della Fiat Punto che stava guidando, forse nel tentativo di evitare un ostacolo, l’aveva fatta finire contro un platano, vicino ai bordi della carreggiata. Soccorsa dai sanitari del 118, la giovane si salvò, ma al prezzo di lesioni così gravi, da ridurla in uno stato paravegetativo.
I familiari per avere giustizia si sono rivolti a Studio 3A, la società specializzata, a livello nazionale, nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini. Gli avvocati Andrea Piccoli e Alessandro Menin, del foro di Venezia, insieme ai familiari hanno deciso di chiedere i danni a coloro che ritengono i responsabili dello schianto: la Regione, proprietaria della 352 dopo il trasferimento dallo Stato, e Fvg Strade, cui ne compete la gestione generale, dalla manutenzione alla segnaletica e alla normativa.
La mamma, sostenuta anche dai fratelli di Alessandra, non si dà per vinta. Tra mille difficoltà dal punto di vista medico e logistico, la segue 24 ore su 24 ed è riuscita a farle compiere grandi passi avanti.
L’obiettivo della signora De Bernardi era acquistare, attraverso l’apporto dei tanti soci dell’associazione, una “base” vicino al Gervasutta, da mettere a disposizione gratuitamente dei pazienti con gravi cerebrolesioni e dei loro familiari per i lunghi cicli di day hospital di cui hanno bisogno.
«Anziché portare su e giù due-tre volte a settimana queste persone – spiega Donatella - i familiari con i pazienti potranno fermarsi nell’appartamento e rimanere tutto il tempo necessario per la terapia. In questo modo contiamo di dare una risposta a dieci-venti casi l’anno. È un servizio cui credo molto perché so essere estremamente necessario. Sembrava un sogno e invece ci siamo riusciti. L’appartamento, oltre ad essere a due passi dal Gervasutta, è confortevole, 70 metri quadri, e si trova al piano terra, quindi non presenta barriere architettoniche. La sfida però continua perché le spese cui dobbiamo far fronte, per il mutuo, per i lavori di ristrutturazione e per gli arredi sono ancora tante. Ogni tipo di aiuto è bene accetto».
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