Hospice, scontro in aula: ritardi provocati da Tondo

«I ritardi sulla realizzazione dell’hospice dipendono dall’Azienda sanitaria gestita dal governo regionale di centrodestra». Il sindaco, Furio Honsell, l’ha urlato al consigliere, Loris Michelini, che chiedeva chiarimenti sull’opera non ancora realizzata nonostante siano passati 4 anni dal trasferimento della localizzazione dall’ex clinica Santi di via Monte Grappa nell’ex caserma Piave, in via Calatafimi. Ieri sera, in consiglio comunale, è andato in scena uno scontro molto acceso tra Honsell e Michelini proprio sull’hospice.
Il sindaco rispondendo all’interrogazione presentata da Michelini, e sottoscritta anche da Adriano Ioan e Natale Zaccuri (Identità civica), Paolo Pizzocaro (Per Udine) e Maurizio Vuerli (Pdl), per sapere a quanto ammonta il valore di conferimento del terreno dell’ex caserma Piave, se è inquinato, se è stato sottoposta a indagine geologica, chi paga la bonifica dell’area, chi risponde dei maggiori costi e dei minori valori sia del terreno dell’ex Piave, sia dell’ex clinica Santi e come giustifica il Comune il ritardo accumulato nella costruzione dell’opera. Honsell non ha alcun dubbio: i ritardi vanno imputati alla Regione, o meglio alla giunta Tondo, che ha «ostacolato l’approvazione dello statuto della fondazione e preteso la realizzazione di 58 posti di Rsa nello stesso complesso dell’hospice. Non potendo realizzare l’hospice e la Rsa nell’ex clinica Santi perché la volumetria non lo consentiva, il Comune ha offerto il terreno dell’ex caserma Piave gratuitamente alla Fondazione Morpurgo Hofmann che è stata sgravata dai costi della demolizione dell’ex clinica» ha ripetuto il sindaco accusando Michelini di non essere in buona fede e di strumentalizzare un fatto sapendo che la responsabilità è della giunta Tondo. Tant’è che il sindaco si è infastidito anche della lunga cronostoria fatta dall’assessore, Carlo Giacomello, perché, a suo avviso, il Comune con la firma dell’atto di cessione del terreno all’ex Piave ha chiuso il suo compito sull’hospice. Secondo Honsell, infatti, l’illustrazione dell’iter che ha portato a cambiare tre progetti spetta al vertice della Fondazione. E quando Michelini si è detto insoddisfatto della risposta, in aula è scoppiato un accesissimo botta e risposta con il sindaco che urlava: «Per l’ultima volta le ripeto che lo spostamento dell’hospice dall’ex clinica Santi all’ex caserma Piave si è reso necessario perché l’Azienda sanitaria non voleva realizzare solo l’hospice, voleva l’hospice più 60 posti di Rsa e a quel punto non c’erano le condizioni urbanistiche per farlo in via Monte Grappa».
Le mozioni Lunghissima la discussione sulla mozione presentata dal leghista Mario Pittoni, su suggerimento del direttore del settimanale diocesano La Vita Cattolica, conclusa con la bocciatura del documento perché, secondo l’assessore Antonella Nonino, affrontava temi internazionali senza calarsi nella realtà locale. Non a caso, la mozione è stata sostituita con una tarato su Udine presentata da Matteo Mansi (Innovare). In apertura di seduta, invece, il consiglio comunale ha osservato un minuto di silenzio per i morti in mare a Lampedusa. A voler ricordare il dramma dell’immigrazione è stato il presidente Carmelo Spiga, lo stesso che ha presentato una mozione di sentimenti per sollecitare la Farnesina a far luce su quanto accaduto a Franca Venturini, dispersa dallo scorso ottobre in Nepal. Udine vuole sapere se sono state rispettate le norme di sicurezza previste per viaggi di quel tipo, se esiste un regolamento sottoscritto dagli organizzatori e dai partecipanti e perché il gruppo ha continuato il suo cammino senza fornire spiegazioni sulla dinamica dell’incidente.
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