«Honsell, fare il sindaco significa ascoltare e stare tra la gente»

La risposta di Michelini ai “supplizi” del primo cittadino «Sostiene che i partiti non sono forti, ma prende ordini dal Pd»
Di Giacomina Pellizzari

«Fare il sindaco vuol dire fare squadra, dialogare e saper fare sintesi con i partiti che ti sostengono e anche con l’opposizione». Non si placano le reazioni sul contenuto del libro-intervista “L’Italia dei sindaci” attraverso il quale il primo cittadino, Furio Honsell, ha definito «supplizi» l’attività dell’opposizione, il confronto con i media e i partiti, nonché la campagna elettorale e il ballottaggio.

Dopo la richiesta di dimissioni avanzate dal consigliere di “Per Udine”, Paolo Pizzocaro, a spiegare a Honsell cosa significa «fare il sindaco» è il capogruppo di “Identità civica”, Loris Michelini. «Fare il sindaco - inizia il consigliere d’opposizione - vuol dire scendere in strada e dal piedistallo», in caso contrario «è meglio non farlo anche se i partiti ti spingono a candidarti». E ancora: «Fare il sindaco - continua Michelini - vuol dire parlare con la gente per rendersi conto delle priorità specie quando i soldi a disposizione sono limitati. Le persone non sono né sudditi, né sotans, ma con pari dignità rappresentano la comunità civile. E se Honsell non si sentiva al posto giusto avrebbe dovuto evitare di ricandidarsi prendendoci tutti in giro».

«Non è stato bello per la città apprendere che il Pd aveva convinto Honsell a candidarsi disegnandoli un percorso facile quando poi si è rivelato un supplizio» insiste Michelini prima di aggiungere: «Honsell sostiene che i partiti e i movimenti politici non sono particolarmente forti quando sappiamo che ha sempre preso ordini dal Pd, non a caso il segretario Leoncini gli assicura pieno sostegno». E ancora: «Il sindaco si lamenta della presenza della Corte dei conti e della Soprintendenza alle belle arti, si lamenta degli esposti, ma se avesse fatto le cose senza imporle avrebbe potuto evitarlo». Michelini ricorda, infatti, che sulle procedure amministrative rispondono i dirigenti di palazzo D’Aronco nei confronti dei quali Honsell dovrebbe avere massima fiducia». Il capogruppo di Identità civica conclude sottolineando che «essere stato eletto, e quindi votato dalla gente, primo cittadino è un onore. Se una persona lo fa per passione politica riceve ogni giorno attestati di stima e ricava forza ed energia per fare bene e rappresentare la propria comunità».

Sulla questione interviene pure il Movimento 5stelle, lo fa con una lettera aperta nella quale si sofferma anche sulla fusione Amga-Hera. «Quel dolore che manifesta Honsell è stato provocato esclusivamente dalla sua mano quando ha firmato la lettera d’intenti e il patto di riservatezza. Forse i cittadini di Udine, prima di calare le braghe, avrebbero optato per una sfida: i numeri c’erano per un’eccellenza nostrana». Ma non solo perché il M5s pone anche alcuni quesiti: «Come si può, proprio ora che anche “essere in Europa” ci impone la chiusura al traffico dei centri storici, costruire un mega parcheggio in pieno centro?». I grillini ritengono che piazza Primo maggio avrebbe dovuto tornato a essere uno spazio senza auto e parcheggi. «Honsell - si legge - avrebbe dovuto ascoltare le istanze della gente, i suggerimenti delle istituzioni che ora lamenta come una zavorra». Non mancano i riferimenti alla pavimentazione di via Mercatovecchio.

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