«Ho criticato il capo politico a breve sarò espulso dal M5s»

Iscritto dal 2012 al Movimento 5stelle, Ugo Rossi, 28 anni, attivista del Friday for future, è sottoposto a procedimento disciplinare che lo porterà all’espulsione, per aver osato criticare il capo politico, Luigi Di Maio. Il Collegio dei probiviri composto da Jacopo Berti, Raffaella Andreola e Fabiana Dadone, ha avviato la procedura dopo aver ricevuto alcune segnalazioni: Rossi sui social denigra il capo politico del M5s. Da qui la richiesta di spiegazioni all’interessato. Ma Rossi non ha alcuna intenzione di farsi processare: «Sto valutando di cancellarmi dal Movimento prima della sentenza dei probiviri per non dargli la soddisfazione di buttarmi fuori», spiega confessando di sentirsi «tradito dal movimento» che anche quando avvia il procedimento disciplinare «non precisa quali sono i post incriminati». Rossi non crede di essere finito nel mirino per aver condivisi i post della senatrice “ribelle” Nugnes già uscita dal M5s. «Sulle posizioni importanti come la fuoriuscita dall’euro e l’abolizione del pareggio di bilancio, Di Maio ha fatto marcia indietro. Ho fatto banchetti al gelo, raccolto le firme in viale Vat e poi Di Maio una volta diventato capo politico, a forza di andare a baciare il sangue di San Gennaro, si è schierato a favore di determinate politiche del sistema capitalista». E ancora: «Il programma di Governo votato dagli iscritti prevedeva la stop ai trattati europei, ma al momento del voto in Europa è stato dato il via libera. Al massimo si sono astenuti».
Rossi, madre friulana e padre toscano, studia Ingegneria civile e ambientale all’ateneo friulano: ha sposato le tematiche ambientali quando era solo un ragazzo. Si sentiva parte del M5s, mai avrebbe immaginato, dopo aver sentito dire «no» alle grandi opere o «chiudiamo l’Ilva», di assistere «al via libera all’Ilva e alla Tap da Di Maio». Su questi punti, Rossi ha criticato pubblicamente il capo politico del M5s anche a Palmanova, e «proprio in quell’occasione Di Maio ha annunciato espulsioni per agosto».
Il giovane attivista si definisce «uno spirito libero», bolla come «propaganda» la comunicazione del M5s e descrive la piattaforma Rousseau «un modo per indirizzare le preferenze». Rossi non risparmia neppure i parlamentari friulani: «Sul territorio non ci sono, non hanno fatto nulla per superare la divisione interna a Udine. Lo scorso anno a Venzone ho sottolineato pubblicamente le cose che non andavano bene, ma non è mai stato fatto un esame di coscienza». Rossi considera ormai insanabile la rottura con il M5s e visto che con la vecchia politica e i partiti tradizionali non vuole aver nulla a che fare, si prepara ad abbracciare progetti ambientali per continuare a garantire il suo impegno sul territorio. —
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